Caro Onorevole Giuseppe Andrea Angeloni, che tristezza! Così hanno ridotto la sua linea ferroviaria.
Il treno verde tra i due parchi, quello della Maiella e quello d'Abruzzo: non c'è più. Lo hanno fermato per sempre, perchè non è più economica la sua corsa, trasporta pochissimi viaggiatori. Ma questo è successo un po' dappertutto, da quando lo sviluppo del trasporto stradale ha consentito collegamenti più veloci sulle montagne, soprattutto in questa zona dove si allunga la statale 17, allargata e addrizzata adeguatamente. Però, in altri luoghi turistici, attraversati dal treno, prontamente si è provveduto a trasformare le corse di viaggio ordinario, con corse turistiche che trasportano con successo gli ospiti da una stazione all'altra di quell'area ben definita, della quale si è voluta sostenere l'immagine e soprattutto rafforzare l'economia locale.
Lascio a voi giudicare le persone responsabili del disinteresse perpetrato ai danni della nostra area che, oltre ad essere delimitata dai due Parchi, arriva da Sulmona a Isernia comprendendo quindi natura, sport invernali, arte, gastronomia, insomma tutto ciò che rende accattivante la frequenza turistica. Ma questa è un'altra cosa. Qui, con l'aiuto dei nostri politici siamo capaci soltanto di alzare il naso all'insù per capire se si stanno creando le condizioni che possa nevicare. Poi, risolto il problema, si incomincia a lamentare l'assenza di ospiti in primavera, quando le nostre montagne e altopiani sono una ricchezza botanica incommensurabile; in estate, e in autunno, quando i colori della natura disegnano un biglietto d'invito splendido.
