Passeggiando sul Web
In una giornata incomiciata con un pallido sole e proseguita pallida e senza sole, chiuso in casa come tanti ho incominciato a passeggiare sul Web e gira che ti gira ho incontrato un personaggio con la "P" maiuscola: Giulio Andreotti. Ho tovato una foto con la sua immagine che mi ricordava qualcosa: Roccaraso, 14 gennaio 1999 - Festa nazionale dell'amicizia sulla neve, organizzata dal P.P.I. Ma non essendone certo l'ho ingrandita e il soffitto che sovrasta l'onorevole ha confermato il mio pensiero, è proprio quello della sala convegni del Comune di Roccaraso. Ricordo quella settimana, ricca di incontri politici ad alti anzi altissimi livelli e memorabile fu lo scontro, si fa per dire, tra Gianfranco Fini e Massimo D'Alema, moderatore Enrico Mentana. Giulio Andreotti trascorse quei giorni ospite all'Hotel Pizzalto, su all'Aremogna. Il pomeriggio del 14, giorno del suo compleanno toccò a lui parlare di politica, di argomenti che non ricordo. Verso le 16 intorno al palazzo comunale c'era una folla ad attenderlo che mi ricordò la premiazione dei Campionati italiani di sci del 1994, quando salì primo sul podio del gigante Alberto Tomba. Insomma due giganti. Polizia e Carabinieri in divisa e in borghese erano sparsi numerosi tra la gente e la gente mostrava impazienza. Io ero affacciato a una finestra che consentiva lo sguardo su via Claudio Mori. Ad un certo punto eccolo che apparve avvolto da un cappotto grigio, cappello e una piccola busta in pelle per documenti sotto un braccio. Il portamento lo rendeva incofondibile: un po' curvo in avanti e su un lato, quasi poggiato sulla busta di pelle. Camminava da solo, senza nessuno che lo scortasse. Poi sapemmo che era sceso dall'automobile a piazza Giochi della Gioventù e volle che nessuno lo seguisse. Arrivato all'angolo di via D'Annunzio, sotto il porticato, la gente sorpresa, ma più pronta delle forze dell'ordine che rimasero disorientate, lo circondò e lui non si scompose. Ci fu un battimano piacevolmente assordante, tutti volevano stringergli la mano e lui acconsentì senza timore e visibilmente commosso e soddisfatto; qualche vecchietta ardimentosa, che aveva guadagnato le prime posizioni, lo abbracciò, e nel frattempo qualcuno ricordandosi del compleanno gridò gli auguri e gli applausi divennero stratosferici. Carabinieri e Polizia in borghese dovettero sudare le sette camice per arrivargli vicino, con un commissario che imprecava timoroso di qualche atto violento. Lui si fermò e lo tranquillizò. Arrivato nella sala convegni lo accolse l'On. Pierluigi Castagnetti, segretario sel PPI, attorniato da uno stuolo di uomini politici, anche di altri partiti. Prima di farlo accomodare al posto riservato lo fecero sostare in un lato della sala dove su un tavolo capiente c'era una torta grande un metroquadrato, preparata dagli chef dell'Istituto Alberghiero. Sulla torta c'era scritto semplicemente il numero ottanta. Ottant'anni che Andreotti festeggiò così, commosso e felice per la gradita sorpresa.

Sono certo che qualcuno dirà: embè! Embè il cavolo. Ma dove cavolo li andremo più a trovere certi uomini politici che hanno fatto grande l'Italia, sia pure con qualche problema. Ma ditemi dove non ci sono problemi. Del resto oggi è tutto un problema, con tanti, troppi, uomini che non sono politici, non lo sono mai stati, credono di esserlo, ma la politica è un'altra cosa. Uomini politici non si diventa, si nasce, sotto il cavolo. Altro che embè. Ma che cavolo dite?

L'On. Giulio Andreotti.