Sono le 6 e ho esaurito il sonno a disposizione. Ho dormito solo 5 ore, non molte ma tutte di filata e non è poco, considerando che spesso le si fanno in maniera approssimativa, per ragioni più disparate. Per addormentarmi c'è voluta, credo, un'oretta buona, perchè negli occhi, seppur chiusi, brillava una luce azzurra e nelle orecchie sembrava che i timpani fossero impazziti, battevano ancora, memori di un frastuono multiplo di applausi, urla, fischi, canti e poi di tamburi, sirene, doppie bottiglie di plastica che nelle mani di molti si scontravano per emettere strani rumori, e poi campanacci, il mio campanaccio che doveva essere di una mucca, grande, una mucca che una volta avrà solcato i prati intorno al Palaghiaccio e che mai avrà immaginato che potesse esistere un giorno, il giorno 15 luglio dell'anno 2011, quando l'ITALIA, l'Italia di uno sport dai più definito povero, ma che dico poverissimo, ma allo stesso tempo bello, ma che dico bellissimo, avrebbe spinto, contribuendo in quel frastuono, circa duemila persone ad entusiasmarsi e a gridare a squarciagola ITALIA! I T A L I A ! I T A L I A A A ! ! ! e me allungare quel campanaccio al cielo con un ritmo che mai avrei immaginato e con un suono, in quel momento, pari al campanone della chiesa Madre. (Ho scritto tutto d'un fiato, perchè così è andata.) E così l'Italia "chiamò", quattordici ragazzi vestiti di azzurro chiamarono, Ugo, ieri sulle pagine di Facebook chiamò, chiamò a raccolta in quel luogo di sport estremo i roccolani, che fino a quel momento avevano un po’ disertato l’hockey e i roccolani risposero "SI". L'Italia rispose si, quei quattordici formidabili atleti hanno scritto con la loro mazza sulla pista trasformata di linoleum "SI" e ci hanno portato in una serata indimenticabile per gli astanti, per Roccaraso, in cima al mondo. Roccaraso "Mondiale" quattro volte, una per l'organizzazione oserei dire perfetta, l'altra , vada come vada, mondiale per la squadra nazionale di hockey inline classificatasi per la finale di questa sera con un'altra squadra mondiale, anch'essa europea, la Repubblica Ceca, fatta di campioni che incutono timore, che hanno tra le fila un numero 8 mondiale, dicono il più bravo giocatore al mondo di questo sport. E io, avendolo più volte ammirato in questi giorni mi associo a questa affermazione. Ma non è finita, non è finita perchè se è vero che ci racconta la storia di Davide e Golia, allora si può anche sperare che la nostra Italia possa compiere il miracolo, un miracolo roccolano e mondiale per l'ultima e affascinante affermazione. Ma noi dobbiamo essere lì, ancora più numerosi e determinati di ieri sera. Voglio augurarmi, voglio augurarvi, voglio augurare a quei quattordici ragazzi azzurri, non di impiegare un'oretta per addormentarci, ma di non dormire affatto questa notte. Speriamo che possa diventare una notte azzurra. E per finire, consentitemelo, un pensiero ad occhi aperti, che sorge dal profondo del cuore, è rivolto ad una persona amica, ad una persona amica di Roccaraso, che ieri sera non c'era per impegni politici ma, ne sono certo, che questa sera ci sarà: è Sabatino Aracu, anch'esso campione mondiale, mi sembra, di pattinaggio di velocità. Sabatino Grazie! Grazie! Grazie! per aver riportato Roccaraso ad essere Mondiale e che mondiale e un mondiale speciale e in cuor nostro, in cuor tuo vorremmo che lo fosse pienamente.

 

 

Un solo urlo: ITALIA ! ! !