Che bella sorpresa, la prima, ma anche la seconda, anche se poi non tanto.
Ha scritto nuovamente la persona che mi ha indicato il sito dove andare a cercare le immagini della distruzione di Roccaraso scattate "in diretta" dai tedeschi.
Sono contento che lei sia rimasto soddisfatto del mio suggerimento per quanto riguarda le foto. Io mi chiamo C. Angelo, sono un Appuntato scelto dei Carabinieri. Attualmente mi trovo in missione in Iraq nella Base di Camp Dublin a pochi chilometri da Baghdad. La missione è “Nato training mission Iraq” e consiste nell'addestramento della Polizia irachena. Il giorno 10 prossimo rientrerò in patria per fine missione. Beh, dopo tutto era anche ora, sono quasi 5 mesi che sono qui e sinceramente non vedo l'ora di riabbracciare la mia famiglia. Spero di esserle stato utile, e… alla prossima.
Porca miseria, non avrei mai immaginato una cosa del genere. Certo che mi è stato utile, ma mi inchino davanti alla sua persona e a tutti i militari italiani che sono lì con lei. Questa mattina mi sono svegliato prima del solito e non sapendo che fare sono venuto a leggere la posta. Nell’apprendere che la segnalazione dell’esistenza di quelle foto è arrivata da lei, di stanza in IRAQ, dove l’Italia, come del resto in altre zone, sta svolgendo un compito rischioso, esemplare ed apprezzato, ho riprovato gli stessi sentimenti di emozione e di commozione di quando ho guardato per la prima volta quelle foto. Grazie di essere lì, siete la parte migliore di questo paese, quella che all’estero ci ha sempre contraddistinto per le capacità indiscusse di soccorso alle popolazioni sofferenti. Bravo, bravi. Sono contento che un mio desiderio così lungamente coltivato sia stato soddisfatto da una persona come lei.
Quando tornerà in Italia, se dovesse passare per Roccaraso, si fermi e mi cerchi, non sarà difficile, come minimo le sono debitore del classico caffè.
Buon lavoro. UgoDC
Leggete ancora. E poi ancora, per chi non ha letto l'articolo principale.
Ugo, ho passato lunghi periodi della mia infanzia nella splendida Roccaraso di allora e anche se sei un po’ più giovane di me (io sono del ’50) ci siamo probabilmente conosciuti. Voglio darti uno dei miei tanti ricordi, ossia la figura di Rocco “il banditore”, un simpatico e burbero vecchietto che girava per il “corso” (allora lo chiamavano così, non so se anche ora) con un rudimentale megafono con il quale, con voce roca, informava il paese delle notizie importanti. Una volta persi una borraccia che mi fu riconsegnata grazie al suo avviso. Visto che sei un cultore della storia di Roccaraso, ho pensato che fosse utile ricordare questa originale figura, che forse molti hanno scordato, ma che è rimasta viva nei miei ricordi di bambino.
Visito spesso il tuo sito per cercare ricordi della Roccaraso di una volta; io non riesco a tornarci perché mi piange il cuore ritrovarla così cambiata…
Ciao, Ugo R.
Ciao Ugo, so chi sei ed è probabile, oserei dire sicuro, che ci siamo conosciuti e magari abbiamo anche giocato insieme, visto che abitavi vicino alla mia casa. Eccome se lo ricordo Rocco il banditore, a volte d’estate mi svegliava la mattina presto del venerdì, perché da sopra una stradina che sovrastava la mia, le nostre case, ci urlava fin dentro queste per dirci cosa si vendeva al mercato.
E poi, cari lettori di questo sito, sappiate che, ricordare quella Roccaraso da parte mia e di tanta gente che incontro e che mi scrive, non è nostalgia, ma soltanto la costatazione che Roccaraso non può essere quella odierna, rovinata da diecine e diecine di condomini, che hanno preso il posto di quelle belle ville che la contraddistinguevano risorta dalle macerie della Guerra e che continuano ad aggredire il territorio intorno a noi. In quelle ville, ma anche nelle nostre case, soggiornava la migliore borghesia del centro-sud, nobili, industriali, dirigenti di importanti società e banche, politici che avevano rifatto l’Italia uscita dalla Guerra. Insomma Roccaraso come Cortina d’Ampezzo, Gstaad, St.Moritz e Capri? Perché no, se poi quelle persone sono fuggite ai primi segni di speculazione edilizia e molte di loro incominciarono a frequentare e frequentano ancora oggi quelle località.
Tutto ciò non vuole significare che Roccaraso doveva fermarsi lì, anzi, avrebbe dovuto svilupparsi ulteriormente – perché in quegli anni era piccola, ma proprio piccola, anche se in effetti era grande, ma proprio grande – ma solo in quella maniera, con altre ville, semmai piccoli fabbricati di tre quattro appartamenti e alberghi, tanti ma proprio tanti, come a Canazei e dintorni, dove dalla metà degli anni ’80 ad oggi si sono moltiplicati da una quarantina a circa centocinquanta. A Roccaraso dalla metà degli anni ’60 ad oggi sono, invece, scesi da una trentina a una ventina. E quei dieci sono stati “rovinati” in condomini.
Complimenti, un applauso!