E' arrivata la vaporiera del centenario della ferrovia: è il 18 settembre 1997
Dicono che la vaporiera non corre più sui nostri binari. Non è vero, io l'ho vista arrivare più di un secolo fa, in quel lontano settembre del 1897 e ho raccontato l'avvenimento nel primo capitolo del libro "Roccaraso, due solchi sulla neve lunghi 100'anni", ma l'ho rivista anche in questi giorni.
Il treno tornava putuale, tutti i giorni, più volte al giorno, per moltissimi anni e trasportò tanta gente, tanti turisti, tantissimi sciatori con i treni della neve. Che bello!
Un magico giorno di primavera, col cielo terso e azzurro all'uscita della galleria del Prato la vaporiera incominciò a fischiare come non mai e sbuffò così forte che il fumo arrivò sui petali della Pulsatilla più bella, lassù, a quota 1900, sui contrafforti delle Toppe del Tesoro e sui petali del fiore più bello dipinse le immagini della nostra storia turistica e sciistica.
Poi, come tutte le cose del mondo è andata in pensione e tornò anch'essa centenaria a portarci il suo ultimo saluto. Fu una emozione intensa. Ci riconobbe, ci salutò col suo fischio sibilante e ci abbracciò, ci inebriò avvolgendoci col suo fumo profumato di carbone. Sì, c'ero anche quel giorno e la fotografai. Era fiera, nel suo abito scuro e un po' desueto, ma sprizzava allegria da tutti i pori; fumava come non mai, sembrava che stesse salendo sull'erto pendio di Pettorano sul Gizio, dove ancora una volta le abili mani dei macchinisti le avevano consentito di superarlo in agilità. Gli chiesi un "cheese", che prontamente pronunciò sorridendo e la fotografai ripetutamente.
Da quel giorno chi vuole vederla correre sui binari della nostra ferrovia deve sognare, deve sognare ad occhi aperti e la vedrà arrivare ogni qualvolta lo vorrà. Io una di queste mattine, tra veglia e sonno, l'ho rivista che correva felice sui binari distesi lungo il Prato sotto un cielo blu bucato da decine e decine di stelle sbiadite da una splendida luna argentata. Sbuffava la vaporiera come nelle migliori occasioni e il suo fischio sibilante dava voce al fumo che disegnava arabeschi veloci nell'aria gelida sferzata dalla tramontana.
Ecco le immagini del centenario della nostra ferrovia. E' il 18 settembre del 1997 e i bambini delle scuole erano alla stazione di Roccaraso ad attenderla. Mi chiedo: quanti di loro conoscono la sua storia? Sono certo quasi nessuno. Si assegnano come compito tante ricerche, utili senz'altro alla loro formazione culturale. Ma perchè nessuno parla ai nostri bambini della nostra storia, della nostra ferrovia e di tante cose che Roccaraso ha avuto durante la sua vita? Il racconto della storia di una comunità cementa i suoi rapporti umani. E una comunità che ha saldi rapporti nelle persone che la compongono è una comunità viva, solidale, che sa affrontare i problemi che l'assillano e che sa prospettare un futuro ricco e sereno ai propri giovani. I giovani non vanno via, perchè trovano nel mondo intorno a loro la linfa vitale che li aiuta a restare e a perpetrare ancora nel futuro la vita della propria gente.
Io non dispero che possa accadere. Io spero e sono fiducioso.

...Un brusio sommesso riempiva l’aria frizzante di quel giorno di fine estate e il sole, di un giallo sfumato e inclinato nel cielo azzurro, allungava sempre più i raggi sui nuovi e lucenti binari della ferrovia sferzando gli occhi di chi cercava la vaporiera all’orizzonte...
da: Roccaraso, due solchi sulla neve lunghi 100'anni

E' arrivata! Strido-no i freni, il fischio rompe l'aria azzur-ra di fine estate e il fumo si abbassa nel camino, mentre decine e decine di mani battono festo-se.

C'era tanta gente quel giorno, tanta quanta ce ne fu giusto un secolo prima. Manca la banda, ma l'entu-siasmo si è rinno-vato come per in-canto.

Tocca ai bambini della V^ elementa-re la foto in primo piano.

E dopo aver ricordato il barone Giuseppe Andrea Angeloni, roccolano Sottosegre-tario ai Lavori Pubblici, il tenace sostenitore della costruzione della ferrovia Sulmona-Carpinone: tutti in carrozza! Si parte per Castel di Sangro.

Si allenta il freno, stride il fischio e il vapore rincomincia a disegnare veloci nuvolette nel cielo settembrino.