L'articolo precedente è stato pubblicato anche sulla TV web “Ecodelsangro”, è preceduto dalla premessa del direttore Fabrizio Fusco, che qui riporto dopo una mia breve considerazione.
 
Grazie Fabrizio per aver ancora una volta evidenziato sul tuo interessante sito un mio articolo. E’ vero, come dici tu "di Ugo non ci si può fidare". Non perché rischi una denuncia – è un vocabolo e una caratteristica comportamentale che non mi appartiene – ma perchè questo è Ugo, scrive di tutto, della storia del suo paese, di come vorrebbe fosse oggi il suo paese, non risparmiando accuse per chi ritiene che abbia sbagliato, ma anche di fatti e di ricordi che inteneriscono il cuore. Lo so ho un caratteraccio e sono contento di averlo, ma sono certo di avere anche una sensibilità straordinaria verso tante cose della vita, al punto tale che forse è proprio questa la ragione che mi fa ritrovare addosso questo caratteraccio. Questo ricordo è particolare e sai perché? Perché con esso mi porto dentro un dispiacere, quello che le generazioni successive alla mia, i miei figli, non hanno avuto la fortuna di avere accanto un prete. Roccaraso dopo di Don Edmondo non ha più avuto un prete che si sia curato dei bambini, dei ragazzi e dei giovani. E sono certo che a questi giovani manca nel proprio animo qualcosa di importante, qualcosa che solo un bravo prete può infonderti e che un genitore o un insegnante non sono in grado di appiccicarti addosso, infilarti dentro. Un prete sì, solo uno come Don Edmondo è capace di formare il tuo spirito. E io ringrazio Iddio di essere stato a quell’età accanto a lui.
 
Roccaraso - Dalla brillante penna di Ugo Del Castello ci piace proporvi questa bella pagina di storia paesana dei favolosi anni sessanta. Ancora una volta il “capriccioso” scrittore roccolano: da una parte severo supercritico scomodo, “rompi(B)alle”, il quale non risparmia nulla e nessuno - dall’altra, l’anima nobile e sensibile in grado di far vibrare le coscienze più temprate che a fatica non riescono a cedere alla tentazione della lacrima, quando parla dei ricordi dell'infanzia. Quegli anni sessanta vissuti con gli occhi dell’innocenza e le atmosfere irripetibili di quell'epoca. La Roccaraso dei valori, dell’amicizia e dell’orgoglio dell’appartenenza. E spiando sul suo sito la tentazione di “rubargli” questa bella testimonianza di vita vissuta è stata più forte di noi. Ci denuncerà per i diritti d'autore? Dall’imprevedibile Ugo c'è da aspettarselo. In ogni caso Ecodelsangro continuerà a volergli bene, nel convincimento che “se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo”. E quindi, ce lo godiamo con i pochissimi pregi e tutti i suoi difetti: in primis quello di chiamarsi “U.D.C.” del quale lui è particolarmente orgoglioso per motivi politici. Siamo certi che anche ai suoi avversari non dispiacerà leggere questa pagina, scritta con la mano di chi sa, che senza un passato non si costruisce un buon buon futuro. E allora ve lo proponiamo in versione amarcord.
 

Un'altra foto della mia collezione che vede al centro Don Edmondo. E' il 1960, quando a Roccaraso si tenne la Festa nazionale della montagna, una manifestazione che sancì la ricostruzione di Roccaraso e vide presenti alcuni tra i maggiori rappresentanti politici dell'epoca: Dietro il vescovo si intravede Lorenzo Natali, a sinistra con gli occhiali scuri credo ci sia il Ministro dell'agricoltura dell'epoca. A destra Mariano Rumor, Giulio Andreotti, Giuovanni Leone e Giuseppe Spataro.