Facciamo acqua da tutte le parti... e invece di riunire le forze economiche e sociali nel loro complesso, abbandonate alla approssimazione, all'incompetenza e all'apatia generale, per capire cosa sta succedendo all'attività turistica e sciistica locale,  sono incominciati i piagnistei suggellati da mani recondite e forse secessioniste, le ritorsioni e ci aspettiamo ancora qualcos'altro: forse per continuare a compiere ulteriori danni si deciderà di tagliarsele per fare dispetto alla moglie? Nel frattempo, in presenza di una cronica carenza di adeguate strutture alberghiere (Canazei nel 1986 ne aveva circa 45, oggi ne conta circa 150), unica vera fonte di caratterizzazione concreta dell'industria dell'ospitalità, tra una sequela interminabile di seconde case che aggrediscono all'infinito tutto il territorio dell'Alto Sangro e la sua economia turistica, si deputa la Comunità Montana a punto di riferimento per un'auspicata ripartenza. Bene, anzi male, se guardiamo a un passato abbastanza recente.

La Comunità Montana... "aula sorda e grigia"- così l'avrebbe definita il Benito che giunse a Roccaraso il 23 agosto 1923 - istituzione dove i 39 variegati politici locali, tre per ogni paese rappresentato, discussero del nulla per giorni interminabili, con il risultato che si persero quei 26 milioni di Euro destinati al nostro territorio per contribuire a potenziare il suo rilancio. Si invoca poi l'arrivo di capitali privati. Ma da dove dovrebbero arrivare questi capitali privati? Se non dagli imprenditori che operano su queste montagne?

Benito Mussolini scende lungo via Salvatore Tommasi. E' al centro dell'immagine a testa bassa. Forse già immagina quella Comunità Montana?

Manca un'anno e mezzo ai Mondiali Juniores di Sci Alpino e stiamo ancora a "caro amico", grazie anche alla mancanza di capitali privati. Mentre in Trentino, dove un'altra manifestazione sciistica mondiale si svolgerà l'anno successivo a quella degli Altopiani,  "distraggono"  così gli automobilisti che viaggiano sulle strade che convergono in Val di Fiemme. 

 

Non credo ci vogliano migliaia e migliaia di Euro per installare qualcosa di simile lungo le strade che conducono verso gli Altopiani. Se i privati incominciassero a mettere ciascuno qualche centinaio di Euro, forse questi graziosi supporti pubblicitari si potrebbero realizzare di materiali preziosi. O tutto si può e si deve fare solo se ci sono capitali pubblici? E' chiaro che un evento di questa portata interessa l'intero Abruzzo e quindi la Regione deve e dovrà intervenire. Cosa che peraltro è già accaduta in un recente passato infausto di propaganda "in attesa di vedersi attribuire una gara di Coppa del Mondo di sci". Quella Regione, poi, dalla quale si vuole maldestramente andare via e per la quale i nostri politici, si fa per dire, non sono stati capaci di scegliere un paio di validi rappresentati da votare alle scorse elezioni di fine 2008, per promuovere e difendere le aspirazioni e gli interessi dell'Alto Sangro. Mi sembra però che all'interno del Comitato organizzatore dei mondiali ci siano anche i cosiddetti privati e quindi ritengo che sia quella la sede giusta per impegnarsi a fare le cose bene e velocemente, senza scendere in piazza e lanciare velate e deprecabili accuse, che producono solo l'effetto di distruggere quel poco che comunque c'è di buono. Del resto, c'è poco da meravigliarsi se il nostro centenario dello sci è stato vissuto dagli impiantisti, albergatori, maestri di sci e commercianti, nell'indifferenza totale. Vien da dire che l'ira divina si è giustamente abbattuta quest'inverno con la carenza di neve, visto che i presupposti dell'indifferenza si erano manifestati evidenti fin dal momento del sollecitato invito ad adoperarsi affinchè un avvenimento così prestigioso costituisse un fecondo veicolo di propagazione dell'immagine di Roccaraso. Non è bastata neppure la serata inaugurale voluta e organizzata dall'Amministrazione comunale la scorsa estate, con la partecipazione dell'olimpionico campione di sci Piero Gros, a smuovere l'ambiente economico, che ormai vive un sonno perenne conclamato. L'unica cosa seria che c'è in quella lettera è l'esigenza di reperire l'acqua per l'innevamento artificiale a basso costo. Ma sarebbe sufficiente impegnarsi tutti - finalmente! - ed in maniera corretta e responsabile, affinchè venga concessa l'autorizzazione per utilizzare i pozzi chiusi di Pizzo di Coda ed evitare così anche il depauperamento delle riserve idriche di acqua potabile. O forse la SACA non è d'accordo e vuole impinguare le sue casse disastrate da gestioni deficitarie dei vari servizi concessi con il denaro degli impiantisti? Loro, sì, di questo possono e devono dolersi. 

E allora non si  diffondano allarmismi e minacce che hanno solo il senso di dire anticipatamente agli sciatori di non venire più qui. Bisogna fare prima ammenda degli errori commessi, senza accusare nessuno, se non noi stessi e poi incominciare a collaborare seriamente per cambiare radicalmente i sistemi di gestione di questo territorio. Non diamo le colpe agli altri se gli altri sono bravi a casa loro e noi non siamo bravi a casa nostra. Ospedale di Castel di Sangro docet!

Prendiamo esempio da tre valenti artigiani roccolani che hanno saputo realizzare  un prezioso gioiello e un gustoso dolce, tutti e due con le sembianze della Pulsatilla, un bel fiore che nasce sulle nostre montagne allo scioglimento delle nevi. Così facendo stanno contribuendo a diffondere quello che si vuole fare assurgere a simbolo di Roccaraso, la Pulsatilla, appunto; senza dimenticare, naturalmente, il guadagno che ne traggono.

Svegliamoci, quindi, guardiamoci con un sorriso e collaboriamo. I disastrosi tempi trascorsi vanno dimenticati al più presto, ne va di mezzo il futuro dei nostri figli.

Ugo Del Castello

(Componente Direzione Provinciale UDC)