C’è un giornalino che gira nella Valle Peligna  e fino a qualche tempo fa il settimanale migrava anche nelle edicole degli Altopiani, oggi non più, forse perché non gradito dai montanari che sono come i contadini, hanno il “cervello fino”, tranne qualcuno che si ostina a continuare un percorso di vita inutile, dannoso, per se e per gli altri. Ecco perché a Roccaraso le cose vanno male, da tanto tempo, da troppo tempo e continueranno ad andare sempre peggio se non si relegano nell'oblio certe persone.

In questo paese c’è uno pseudo-giornalista, camaleonte, con firme che spaziano da batsy a G.d.T., perchè non ha il coraggio di firmare le sue parole e per questo suo modo di fare, noto all'opinione pubblica, è fallito anche in questa professione. Egli è stato ospitato su quel giornalino e purtroppo ne ha svilito i nobili intenti, scrivendo parole offensive nei confronti di chi molto più modestamente ha scritto bene per il proprio paese e per aver fatto questo non è finito sotto processo.
I libri: La slittovia di Roccaraso (dicembre 1937)Roccaraso, la stagione della neve 1943 Roccaraso kaputt! (che contiene la presentazione del Prof. Francesco Sabatini, Presidente dell’Accademia della Crusca) e Cinque Miglia di Nostalgia (che contiene una doppia presentazione, quel-le dei giornalisti Antonio Ghirelli e Claudio Sabelli Fioretti), hanno consentito che nel manifesto, che pub-blicizzava la conferenza te-nutasi a Pietransieri sulle ragioni della poca attenzione che hanno avuto i media nei confronti di quell’Eccidio, si scrivesse sotto il mio nome: scrittore. Lì sono stato chia-mato ad intervenire perché, avendo scritto il libro 1943 Roccaraso kaputt!, il primo che racconta l’occupazione tedesca degli Altopiani, di Roccaraso e della sua distruzione, dovevo semplicemente delineare lo scenario che si costituì anche nella zona della frazione di Pietransieri in quei giorni del novembre 1943.
Caro giornalista da strapazzo io ho il coraggio di scrivere libri e di firmarli, magari contengono anche qualche errore o imprecisione, credo che ciò possa essere perdonato, faccio tutt’altro nella vita, ma voglio un bene incommensurabile a questo paese e alla sua gente; perciò voglio anche parafrasare il titolo di questo sito: della “mia gente”, non certo la tua, che l'hai abbandonata per altre genti e che pensi di usarla ancora come più ti gradisce; sappi però che i giudizi nei tuoi confronti sono ben altri di quelli a cui aspiri.
Per finire, perchè non meriti di essere ulteriormente trattato su questo sito, ti do un consiglio: abbi almeno il coraggio di firmare ciò che scrivi, altrimenti continuerai a vivere nel mondo dei vigliacchi e la gente di Roccaraso dal “cervello fino” non riuscirai mai a fregarla. Ti conoscono fin troppo bene.
Io consumo il fondello dei pantaloni su una sedia con i braccioli, facendo, almeno credo e spero, il mio dovere. Tu il tuo dovere lo fai consumando scarpe e benzina.
 
"Firmato" Ugo Del Castello

Gran Sasso d’Italia 18 ottobre 2003. Lo scalatore Marco Forcatura, Rolly Marchi e Ugo in occasione della presentazione della spedizione italiana sul K2 per il 50°. Lì Rolly Marchi mi aveva convocato per conoscermi e per portare una testimomianza sulla storia dello sci in Abruzzo. Queste sono le soddisfazioni della mia vita.

Foto in alto. Roccaraso, agosto 2005, giardino del Grande Albergo. Il Prof. Francesco Sabatini presenta il libro 1943 Roccaraso kaputt!