La pazienza ha un limite e a me la mosca sotto il naso non la lascio passare.
C’è un giornalino che gira nella Valle Peligna e fino a qualche tempo fa il settimanale migrava anche nelle edicole degli Altopiani, oggi non più, forse perché non gradito dai montanari che sono come i contadini, hanno il “cervello fino”, tranne qualcuno che si ostina a continuare un percorso di vita inutile, dannoso, per se e per gli altri. Ecco perché a Roccaraso le cose vanno male, da tanto tempo, da troppo tempo e continueranno ad andare sempre peggio se non si relegano nell'oblio certe persone.
e Cinque Miglia di Nostalgia (che contiene una doppia presentazione, quel-le dei giornalisti Antonio Ghirelli e Claudio Sabelli Fioretti), hanno consentito che nel manifesto, che pub-blicizzava la conferenza te-nutasi a Pietransieri sulle ragioni della poca attenzione che hanno avuto i media nei confronti di quell’Eccidio, si scrivesse sotto il mio nome: scrittore. Lì sono stato chia-mato ad intervenire perché, avendo scritto il libro 1943 Roccaraso kaputt!, il primo che racconta l’occupazione tedesca degli Altopiani, di Roccaraso e della sua distruzione, dovevo semplicemente delineare lo scenario che si costituì anche nella zona della frazione di Pietransieri in quei giorni del novembre 1943.
Gran Sasso d’Italia 18 ottobre 2003. Lo scalatore Marco Forcatura, Rolly Marchi e Ugo in occasione della presentazione della spedizione italiana sul K2 per il 50°. Lì Rolly Marchi mi aveva convocato per conoscermi e per portare una testimomianza sulla storia dello sci in Abruzzo. Queste sono le soddisfazioni della mia vita.
Foto in alto. Roccaraso, agosto 2005, giardino del Grande Albergo. Il Prof. Francesco Sabatini presenta il libro 1943 Roccaraso kaputt!