Il sacrario nazionale di guerra di Monte Zurrone compie 50 anni
Perché Monte Zurrone… Questo è il titolo dell’opuscoletto scritto da Vincenzo Palmieri per spiegare al lettore la storia del Monumento ai Caduti Senza Croce che svetta sulla cima della montagna che sovrasta Roccaraso. Se vuoi puoi chiederne una copia al Comune di Roccaraso.

Però sali sulla montagna; è l’invito che rivolgo a chi legge queste parole.
C’è il monumento in pietra del Gottardo sovrastato da una grande croce di ferro e
vetro che si insinua nell’azzurro del cielo mentre allunga lo sguardo su una scalinata lunga 154 gradini, uno ogni mille soldati italiani dispersi durante la Seconda Guerra Mondiale: 145.000; uno ogni mille civili anch’essi dispersi a causa della guerra: 9.400. Nella piccola nicchia, protetta da un cancello in ferro battuto che ricorda il ferro delle trincee, c’è un mosaico di Ravenna che raffigura la Madonna del Soldato e dove tante piccole urne di bronzo, che contengono la terra, l’aria e le acque degli oceani, teatri di guerra, simbolicamente ricordano i luoghi che videro morire quei soldati.
vetro che si insinua nell’azzurro del cielo mentre allunga lo sguardo su una scalinata lunga 154 gradini, uno ogni mille soldati italiani dispersi durante la Seconda Guerra Mondiale: 145.000; uno ogni mille civili anch’essi dispersi a causa della guerra: 9.400. Nella piccola nicchia, protetta da un cancello in ferro battuto che ricorda il ferro delle trincee, c’è un mosaico di Ravenna che raffigura la Madonna del Soldato e dove tante piccole urne di bronzo, che contengono la terra, l’aria e le acque degli oceani, teatri di guerra, simbolicamente ricordano i luoghi che videro morire quei soldati.
Ma è la campana, dono della Parrocchia di Roccaraso, che ti invito a suonare quando sarai lassù. Poi allunga lo sguardo e dal centro dell’orizzonte in cui ti trovi immagina di arrivare in quei luoghi, immagina di condurre il suono di quella campana sulle ali del vento e di poggiarlo su quelle terre, di diffonderlo nell’aria, di sprofondarlo in quelle acque affinchè i fanti, gli aviatori, i marinai italiani possano ascoltare i rintocchi che partono di lassù per loro. La campana è stata posta sotto quella croce per questa ragione. Essi non dovranno mai sentirsi soli e quando allungheranno il loro sguardo verso il centro dell’orizzonte vedranno luccicare i vetri spessi incastonati nella grande croce che perpetrano all’infinito le misericordiose mani del Signore.Vincenzo Palmieri, Cittadino Onorario di Roccaraso, scelse questa montagna al centro dell’Italia per ricordare così tutti coloro che persero la vita per obbedire agli ordini per una guerra assurda e dispersi nei campi di battaglia che mai avrebbero voluto conoscere.
Nel 1974 l’allora Presidente della Repubblica Giovanni Leone presenziò all’annuale cerimonia che si svolge l’ultima domenica di giugno per ricordare quei 154.000 italiani che non hanno avuto una tomba con un croce dove riposare in eterno.
Nascosta tra l'erba, alla fine della scalinata, c'è una piccola pietra con il nome del Principe di Piemonte, amico di Roccaraso, che tra l'altro inaugurò la slittovia arrivata fin lassù nel 1937. I sostenitori dell'Opera caduti senza croce lo hanno voluto ricordare in maniera discreta, così come lui in silenzio si allontanò dall'Italia e serbò per sempre nel cuore i soldati italiani, la sua patria e anche la mia Roccaraso.
Quest'anno il sacrario compie 50 anni e il 27 giugno si svolgerà la manifestazione per ricordare coloro che morirono per la Patria e mai più tornarono, neppure per essere seppelliti nella sua terra. A quegli italiani è rivolto il nostro commosso ricordo e anche una preghiera, affinchè la Madonna del soldato mantenga sempre allargate le sue mani per raccoglierli tutti al suo cospetto.
Un mazzetto di fiori che ho fotografato sulle pendici del sacrario, accanto alla scala.