Prima di arrivare alla scuola elementare ho frequentato l’asilo, come si diceva allora, e le mie prime insegnanti sono state le suore. Madre Camilla, la superiora con gli occhiali; Suor Eleonora, insegnante, magra e alta, forse, per noi che non eravamo più alti di uno sgabello; e Suor Felicissima, insegnante, grassa, come il sergente Garsia dei film di Zorro, anzi un sergente di ferro; conservo ancora sul fondo schiena una una sua "illuminante" ciabattata. Sono fiero di essere stato educato da loro in quegli anni importanti dell’infanzia: mi hanno avvicinato al Cattolicesimo, sono  poi cresciuto con i loro successivi insegnamenti nell’Azione Cattolica. Nella piccola rivista parrocchiale “La Rocca”, n. 5 del 1953, anno in cui sono nato, ho trovato un “Omaggio alle Reverende Suore del Palazzolo, dopo avere, ancora una volta, sperimentato in Roccaraso la loro fervida azione caritativa”. Cos’è! E’ una poesia a loro dedicata dall’allora Vicario Generale della nostra Diocesi, Rev.mo Mons. Celestino Taranta. Le suore delle “Poverelle” sono state in questo paese fin dall’inizio degli anni ’20 dello scorso secolo, da quando il Comm. Giuseppe Colajanni, realizzatore in Minnesota di linee ferroviarie, fece costruire a sue spese l’asilo per i bambini con annessa casa di riposo per gli anziani. Le suore sono restate a Roccaraso fino a pochi anni fa, quando alcune mamme roccolane, sconsiderate e dannose per la vita civile e religiosa del proprio paese, chiesero a squarciagola la chiusura della nostra scuola materna e quel che è più grave tutto si compì nel disinteresse della popolazione. Come si può dimenticare Suor Onorata e le altre suore che dedicarono la loro esistenza alle persone anziane e malate della casa di riposo? E suor Pinalfreda e suor Pinenrica? Come si possono dimenticare le suore che nel dopoguerra tramandarono la bella tradizione di Roccaraso di fare teatro, insegnando a noi tutti a recitare alla festa del parroco Don Edmondo, a Natale, a Carnevale, alla fine dell'anno scolastico?

Io non le ho dimenticate e le porto nel cuore, tutte, e mi associo pienamente all’omaggio dedicato a loro dal Vicario del Vescovo.

Grazie suore!
 
Le poverelle
Vi conosco da tempo, o Poverelle,
poste da Cristo a consolar gli affanni
della languente umanità, ne’ panni
di penitenti ed umili sorelle.
Ché si avvolgono in torbide procelle
anime al mondo e in tortuosi inganni,
e non gridano mercé pei loro malanni
anche quando son fatte a Dio rubelle.
E voi la pena dell’Eterno Amore,
tradito dagli immemori redenti,
tutta accogliete nel profondo cuore;
e giorno e notte i vostri voti ardenti
levate insonni al Dio vendicatore
ch’abbia piètà delle smarrite genti.
 
Don Celestino Taranta
Roccaraso, 5 ottobre 1953

La Roccaraso di una volta. Piazza XX Settembre: la torre dell'orologio con la porta d'ingresso alla Terra Vecchia; la chiesa Parrocchiale, affianco l'asilo infantile.