Auguri Rolly!

Rolly Marchi, a sinistra, e Marco Franceschini sul Brenta negli anni '50
Rolly Marchi il 31 maggio ha compiuto 90’anni
Era un giorno d’estate del 2003 e squilla il cellulare: “Ciao Ugo, sono Rolly Marchi, senti, voglio conoscerti di persona, perché quella tua slittovia a sedere del Monte Zurrone mi ha affascinato e mi ha riportato con i ricordi a quella del Monte Bondone fatta in modo diverso, a scaletta, per starvi in piedi con gli sci, dove io ci salivo da giovane sciatore. Il 18 settembre sarò sul Gran Sasso per la presentazione della spedizione del 50° sul K2 del prossimo anno, quindi vieni lassù e staremo insieme una giornata.”
Restai quasi senza parole e forse rispondendogli balbettai pure per l’emozione. “C…c…certo Rolly, ci sarò, p…e…r me sarà un piacere ed un onore”
La presentazione seguiva le altre avvenute sullo Stelvio, a Cervinia e al Quirinale con il Presidente della Repubblica. Ci sarebbe stato il Ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno, appassionato scalatore, l’organizzatore Agostino Da Polenza, gli scalatori ed altri personaggi della montagna, uno stuolo di giornalisti.
Il 18 settembre salii all’albergo di Campo Imperatore ed ebbi la sensazione di essere un pesce fuor d’acqua, io che avevo semplicemente raccontato lo slittone di Roccaraso. Quando mi avvicinai al grande Rolly – grande nella vita e nel fisico – per presentarmi, restai sorpreso da quel suo gesto immediato con il quale allargò le due braccia lunghe come quelle di una gru e mi abbracciò. Non ci conoscevamo e mi salutò così, fu un emozione incommensurabile. Restarono sorpresi anche gli astanti tra i quali ebbi la momentanea sensazione di fare la figura dell’intruso, ma Rolly immediatamente disse: “Ugo Del Castello, una persona che ho sentito per telefono e sto conoscendo in questo momento, anche lui è uno della montagna, che come me racconta la montagna e che oggi ho voluto con me, con noi, starà qui a conoscere la vostra spedizione. Notai un benevolo sorriso da parte di tutti e mi rincuorai sentendomi più a mio agio.
Previdente, avevo portato con me una cinquantina di copie del libro La slittovia di Roccaraso e così più tardi, mentre si consumava l’aperitivo, entrai di soppiatto in sala da pranzo e misi un libro ad ogni posto a tavola. Quando i commensali si accomodarono restarono un po’ sorpresi, ma anche molto incuriositi e ognuno sfogliò quel libricino, mentre io, guardandoli compiaciuto, notavo gesti con le mani ed espressioni di meraviglia. Rolly, che mi era vicino, ad un certo punto si alzò, prese la parola e parlò per una diecina di minuti. Parlò della mia slittovia, di quella del Monte Bondone, delle sue sciate giovanili. Restai sorpreso, felicemente sorpreso, accorgendomi di quanto puntigliosamente aveva letto il mio libro che gli avevo mandato tempo prima. Rolly spiegò loro, soprattutto ai giovani scalatori, che come me non avevano mai visto quell’impianto, cosa fosse quello slittone, come funzionava, che fu inaugurato dal Principe Umberto, che lui un giorno di qualche anno prima era stato a Monte Pratello a trovare il suo amico Leo Gasperl. Nessuno fiatava, tutti erano affascinati dalle sue parole e alla fine concluse: “Bravo Ugo, la storia di questo slittone si sarebbe persa irrimediabilmente, tu hai avuto il buon senso di farla rivivere, è questa la ragione per cui ho valuto conoscerti, queste cose mi riempiono di interesse e di gioia. E adesso mangiamo, altrimenti si fredda tutto.”
Il pomeriggio continuò la presentazione della spedizione e per me fu una giornata indimenticabile. Avevo partecipato ad un avvenimento riservato alla stampa ed alle televisioni e avevo avuto inaspettatamente anche un angolino non per me, ma per la mia slittovia, per la mia Roccaraso; avevo fatto conoscere un pezzetto di storia della mia Roccaraso “centenaria”. E poi Rolly, il suo abbraccio, che fu ancora più forte e gratificante quando più tardi ci lasciammo.
Ma ci eravamo lasciati solo fisicamente, perché fino ad oggi ci siamo sentiti per telefono, ci siamo scritti e-mail, ho trepidato per la sua vita un paio di anni dopo, quando fu vittima di un incidente stradale e quasi perse la vista, ha scritto piccole recensioni dei miei libri sulla sua rivista La Buona Neve, ha voluto presentare il mio libro sui cento anni di sci roccolani.
Martedì Rolly compie 90’anni, mia madre avrebbe avuto la sua età, più piccola di tre mesi, e io sono contento per lui. Gli sport della neve, gli uomini di roccia, gli sport olimpici hanno avuto in Rolly l’uomo del racconto, sono vissuti nei suoi racconti e io so che tante persone gli sono grate.
Il Comune di Roccaraso si è voluto unire a tutti coloro che in questo mese lo hanno festeggiato, da Milano, dove vive, a Moena, da Trento ancora a Milano, pubblicando sul prossimo numero della sua rivista una pagina di augurio, auguri accompagnati dall’immagine di tre belle Pulsatille che in questi giorni fanno bella mostra di se in cima alla catena delle Toppe del Tesoro.
Bravo Rolly, che la tua penna possa continuare a riversare fiumi d’inchiostro.
Auguri. Auguri. Auguri.