Nell'aria c'è profumo di dolci e cioccolato, che scendono sulla slitta e gli sci dei ricordi
Se agli appassionati di sci, e perché no, di slittini, che frequentano Roccaraso da molto tempo, chiedi se hanno sciato alla seggiovia del Colle Belisario o scivolato con gli slittini lì d’intorno, ti rispondono meravigliati con una domanda: e dove si trova? Se invece gli rivolgi la stessa domanda cambiando il nome della seggiovia con “dell’Ombrellone”, allora vedrai i loro occhi brillare e i ricordi, misti a un pizzico di commozione, scendere fluenti su decine e decine di fiocchi di neve, che ben presto vanno a stendere un manto innevato candido come quello delle piste che circondavano la seggiovia. Era il piano del trampolino di salto che li vide fare le prime scalette e le prime rudimentali discese con gli sci, o il bel prato di fronte, scendere sullo slittino, magari a pancia in giù. Acquisita una certa dimestichezza con i legnosi attrezzi da piedi, arrivò la prima salita sulla seggiovia e poi giù la lunga e facile discesa sulla pista n. 1. Così il sogno di sciare sulla mitica n. 3 si incominciava ad avverare, ma era d’obbligo il passaggio ripetuto tante volte sulla n. 2. Sto parlando degli anni ’50 e oggi quelle persone sono ormai giunte alla settantina.
Era l’anno 1949 e quella seggiovia entrò in esercizio collaudata da un personaggio famoso, anzi, famosissimo: il generale Umberto Nobile, ingegnere aeronautico ed esploratore del Polo Nord.L’attività sciistica e turistica in quegli anni rincominciò a respirare ad ampi polmoni dopo il disastro della guerra e Roccaraso seppe offrire sempre più numerosi e qualificati servizi. Alla scarna struttura di partenza della seggiovia fu accoppiata una piccola ed elegante struttura circolare che aveva nel tetto il suo simbolo e il suo fascino. All’interno ci si trovava sotto un gigantesco ombrello, con tanti raggi costituiti dalle travi di sostegno e da un lungo manico che pendeva contro una pista dal pavimento ben levigato per far si che Boogie-woogie, Rock and roll, Cha-cha-cha e a seguire il Twist si intrecciassero sciogliendo le avvenenti o muscolose gambe ormai prive di sci e d’estate di pedule da montagna.
La mitica sala da ballo “l’Ombrellone” divenne ben presto il luogo di culto del ballo sugli Altopiani.

Juke-boks e orchestrine rinomate diffusero fino agli inizi degli anni ’70 melodie musicali per scalmanati e coppiette innamorate e fiumi di cocktails, cordiali e champagne confortarono i loro irrefrenabili desideri. Ricordo le “Standine” (giovani dipendenti della STANDA) in soggiorno con turni quindicinali alla Pensione Vendittelli, che ogni sera riempivano di gioia la vita dei giovani della zona e la pista dell’Ombrellone diventava teatro di conquista.
Mitica la Roccaraso di quei tempi, che noi ragazzi vivevamo con l’ardore di essere lì ben presto.
Purtroppo per noi, l’Ombrellone cambiò veste e dopo un certo periodo di tempo di attività di ristorante e pizzeria, finì nell’oblio e solo chi aveva ancora impresso nelle pieghe più nascoste del cervello la musica di un tempo, passando lì d’intorno riusciva a vederlo ancora così, ma era solo un sogno, ad occhi aperti.
Questa è la storia, ma un’altra a partire dagli inizi degli anni ’90 ne è stata
scritta. E’ una storia dolce e profumata nello stesso tempo. Se passi in quel posto non è un miraggio intervallare all’odore della resina dei pini quello più soave di dolci e leccornie e se la curiosità si spinge ad entrare nuovamente in quel luogo, al senso dell’odore fa posto quello della vista, prima, e poi del gusto. Claudio e Paola dopo aver impastato e mescolato ogni ben di Dio, ripongono ogni giorno nel bancone paste, pasticcini, torte, cioccolatini, bocconotti, Monte Bianco, Optimum e per finire la mia Pulsatilla, si quella dolce, il dolce dei 100 anni di sci.
scritta. E’ una storia dolce e profumata nello stesso tempo. Se passi in quel posto non è un miraggio intervallare all’odore della resina dei pini quello più soave di dolci e leccornie e se la curiosità si spinge ad entrare nuovamente in quel luogo, al senso dell’odore fa posto quello della vista, prima, e poi del gusto. Claudio e Paola dopo aver impastato e mescolato ogni ben di Dio, ripongono ogni giorno nel bancone paste, pasticcini, torte, cioccolatini, bocconotti, Monte Bianco, Optimum e per finire la mia Pulsatilla, si quella dolce, il dolce dei 100 anni di sci.Infatti allo scadere dei cento anni dello sci roccolano questi bravi pasticcieri hanno compiuto venti anni di attività. E siccome non riescono a stare fermi hanno deciso di aprire una succursale, si fa per dire, perché è un vero e proprio locale a se stante lungo il Viale Roma e dalle prime notizie ricevute lì sarà il cioccolato a farla da padrone. Quindi se da mercoledì prossimo, passeggiando verso la chiesetta di san Bernardino arriverà al tuo naso, penetrante il profumo dei dolci e della cioccolata, non stai sognando,
accanto a te c’è quello che io ho definito “l’Ombrellino”, non me ne vogliano i due cari amici Paola e Claudio, non si chiama così, non so ancora come si chiama, ma per me sarà sempre l’Ombrellino, perché ho immaginato che quelle prelibatezze che lì potremo gustare saranno scese a bordo di un capiente slittino, o nel sacco portato a spalla da uno dei loro figli, arrivati quaggiù disegnando sugli sci curve di cioccolato nero o bianco e simulando il nostro famigerato scirocco guarnite di creme soffici e gustose.
accanto a te c’è quello che io ho definito “l’Ombrellino”, non me ne vogliano i due cari amici Paola e Claudio, non si chiama così, non so ancora come si chiama, ma per me sarà sempre l’Ombrellino, perché ho immaginato che quelle prelibatezze che lì potremo gustare saranno scese a bordo di un capiente slittino, o nel sacco portato a spalla da uno dei loro figli, arrivati quaggiù disegnando sugli sci curve di cioccolato nero o bianco e simulando il nostro famigerato scirocco guarnite di creme soffici e gustose.A tutti voi l’invito è
dalle ore 16 alle ore 20 di mercoledì 16 febbraio
Il locale prima era occupato dalla boutique Champagne e ditemi voi se questo non è il miglior brindisi per Claudio, Paola & C.
Io dico: Ad maiora! E da solito impertinente che sono: Auguri Ombrellino. Ah! Ah! Ah!

Qui, su all'Aremogna, in queste splendide giornate d'inverno due sono i colori che appaiono agli occhi dello sciatore: l'azzurro del cielo e il bianco della neve. I nostri antenati decisero che sono questi i colori che ci caratterizzano e sul gonfalone cingono lo stemma di Roccaraso.