Nei giorni dei defunti il ricordo di mio padre
Siamo nei giorni in cui si ricordano i defunti e sono trascorsi quarantuno anni da quando ho perso mio padre, aveva cinquantasei anni e io ho vissuto con lui solo sedici anni, tre dei quali assistendolo durante la malattia con mia madre e mia sorella di soli sette anni. Poco tempo, troppo poco tempo per farmi raccontare ad età matura chissà quante cose, alcune le so perché me le ha raccontate, altre le ho dimenticate perché ero troppo piccolo, altre ancora me le hanno raccontate le persone che lo conoscevano bene. Era un fabbro molto bravo, ma il suo lavoro fu interrotto e stroncato da tredici anni di guerra, tra Eritrea, Etiopia, Grecia e Montenegro per finire prigioniero in un campo di lavoro in Germania per ben tre anni, e si salvò. Ma un incidente alla mano destra durante il lavoro forzato compromise la ripresa della sua attività e poi la sua vita definitivamente. Il cuore ferito dagli stenti e dall’immane sofferenza, in cui si trovarono i nostri soldati, traballò per una ventina di anni e unito al dispiacere di non potersi costruire la propria casa, se ne andò alla fine della settimana Santa del 1969.
La propria casa, e sì, perché doveva costruirsene una per se e per i due fratelli, al centro di Roccaraso, sei appartamenti, ma la cattiveria e la stupidità degli amministratori dell’epoca impedì il realizzarsi del legittimo e sacrosanto desiderio, nonchè una imprescindibile necessità. La storia è deplorevole e si concluse nella disperazione, pur di avere una casa. Al posto di sei appartamenti, due per ogni fratello, oggi qui, dove abito, ce ne sono ben ventidue.
Ecco, questa è la Roccaraso che odio, (perdonatemi il termine odioso) questa è la Roccaraso che quelle persone hanno voluto, all’insegna dell’effimero sviluppo turistico e si è continuato imperterriti.

1946. Mio padre Luigi, rientrato dalla prigionia, è ricoverato nel convalescenziario di Viggiù.

Bad Sulza, Turingia. Stamlager 9 C

Biglietto distribuito ai soldati italiani nel campo di lavoro 9 C

Come si fa in questi giorni a non ricordare anche la mamma? Eccola, a destra davanti alla chiesa Madre di Roccaraso distrutta dai soldati tedeschi nel novembre del 1943.