Estate roccolana
Dalla: GAZZETTA D’ABRUZZO-MOLISE - Roccaraso, 21 agosto 1932 – X
A Roccaraso si fa festa – S’ingannavano a partito coloro che, in buona fede, credevano Roccaraso un tranquillo eremo di pace, assiso a cavalcioni della vallata del Sangro rimirar con bonomia ed indulgenza gli agili piroetta menti dei giocatori di tennis. Nella quale voce maschile è compresa, s’intende, quella femminile, e in quest’ultima, egli è chiaro, la gentile signorina Titty che dalle otto alle dieci del mattino novera sconfitte e vittorie; forse, dicono i maligni se le sue vittorie sui cuori maschili fossero pari a quelle sui giocatori avversari, potrebbe rinunziare ai privilegi della gioventù.
Ma non è così per fortuna. Roccaraso, dunque, non soddisfa più le esigenze degli stanchi e degli snervati. Roccaraso, centro, per dir così, perché, viceversa, pace e tranquillità si sono rifugiate ed han preso stabile dimora in cima alla pineta, alle pendici di Monte Tocco e dovunque questo bel verde roccolano possa offrire le adatte condizioni ambientali agli amatori del silenzio. Quivi libellule solitarie, dai trentacinque ai sessanta autunni, sognano, tra lo stormir delle fronde, l’arrivo del cavaliere appiedato; damigelle anglosassoni, mature d’anni e forse d’esperienza, capitate chissà come al servizio di famiglie signorili, parlottano con arditi caporalini del reggimento qui al campo; vecchi zitelloni pelati, infine lottano disperatamente contro l’invadente pinguedine con lunghe maratone a passo affrettato. Questo è l’aspetto periferico, ma in città è una altra cosa. Roccaraso, più che mai vivace, più che mai birichina, è all’avanguardia di una garrula e spigliata mondanità.Ma procediamo con ordine.C’è un colonnello, valoroso ufficiale ed intrepido montanaro che ha dato una nota di particolare vivacità alla stagione: il colonnello è il Comm. Renzo Fissore, comandante del 10° Reggimento di Fanteria, Brigata Regina, di stanza a Bari. Il colonnello ha voluto che i suoi ufficiali partecipassero largamente alla vita locale ed i suoi ufficiali tutti baldi e giovani, non si sono certo fatto ripetere l’invito. Ecco, quindi, i bei grigioverdi nelle sale del Savoia ad intrecciare danze e flirts; ecco il colonnello a presiedere, con bel tratto e signorilità, allegre causerìes, dinanzi al campo di tennis. Le feste si sono succedute alle gite; le gite alle feste ed i bravi ufficiali, pur tra le grandi fatiche del campo, han sempre trovato modo di arrivare, freschi e scintillanti, alle gioconde adunate mondane.
Ogni bel giuoco dura poco. E così è venuto anche pel reggimento l’ora di andar via.Con squisita cortesia gli ufficiali hanno voluto offrire una festa in onore degli ospiti villeggianti, festa che si è svolta in modo brillante e vaste proporzioni.Nel pomeriggio ha avuto luogo, al campo, un ricevimento a cinquecento persone. Toilettes policrome si alternavano alle divise militari: una nota di gioconda femminilità venne ad interrompere il severo ritmo della vita militare. Cospicuo il buffet, perfetti gli onori di casa. Il colonnello Fissore ha avuto di che rallegrarsi coi suoi ottimi subalterni.A sera, nei saloni del Grand Hotel Savoia, splendenti di mille luci, c’è stato l’addio. L’orchestrina del reggimento, che darebbe dei punti al Jazz più endiablé della Capitale, ha suonato infaticabilmente, fino a notte alta. Ed a notte alta, una fantastica fiaccolata ha rotto le tenebre montane accendendo di rossi barbagli la pinetina, saluto, ricordo, fede.Ieri sera, ad iniziativa di un gruppo di pensionanti del Savoia è stato offerto uno champagne d’onore agli ufficiali del 10°; champagne accompagnato da una artistica medaglia d’oro ed un bouchet di fiori.
All’alba il reggimento, in ordine perfetto, ha lasciato Roccaraso.
Stamane in albergo, qualche viso femminile appariva insolitamente imbronciato
