Era domenica pomeriggio del 19 luglio del 1992, lo ricordo benissimo come fosse oggi, ed alla guida del rosso automezzo che portava scritto sulle due fiancate a caratteri cubitali – SCI AGONISTICO ROCCARASO – tornavo con cinque ragazzi di otto anni dal Passo del Tonale, dove il bravo allenatore Paolo Galas, durante la settimana, su, al ghiacciaio Presena, gli aveva impartito importanti lezioni di agonismo.

Notizie e musica della radio ci facevano compagnia lungo il viaggio che, miste a un po’ di allegria, tutt’insieme arricchivano la carburazione del motore per spingerlo più velocemente verso casa. Ad un certo punto la voce del cronista, quella tipica di quando è successo qualcosa, interruppe le trasmissioni e comunicò l’attentato a Paolo Borsellino, giudice a Palermo. Continuammo tutti in silenzio ad ascoltare le prime notizie che giungevano dal capoluogo siciliano e mi colpì l’attenzione di quei cinque ragazzi, dietro di me, che si erano letteralmente bloccati sui sedili, senza pronunciare parola e fu così fino a Roccaraso.
Oggi, inseguendo con la curiosità i mille rivoli di Internet, quel ricordo mi è tornato alla mente, quando mi sono imbattuto con un manifesto a tutto volto del coraggioso giudice, dove una scritta ha destato la mia curiosità e mi sono fermato a leggerla: “Palermo non mi piaceva per questo ho imparato ad amarla. Perchè il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”.
Qualcuno o molti di voi leggendo questa pagina si chiederanno che c’entra con “lamiaroccaraso” il particolare ricordo di Borsellino. Potrei dire nulla, se domani non fosse proprio il 19 luglio e non si può non ricordare un martire per la Patria. Poi è stata l’occasione per tornare con la mente ai bei tempi, quando, da Presidente dello Sci Agonistico Roccaraso, caricavo su quel pulmino i piccoli atleti roccolani e li portavo in giro dappertutto, per lezioni e gare di sci. Oggi con molta soddisfazione posso dire che ne è valsa la pena, arrivarono anche le vittorie e i piazzamenti importanti in diverse competizioni e quei ragazzi, insieme ad altri più grandi di loro sono diventati maestri di sci, qualcuno si è spinto oltre ed è anche allenatore di club: bravi tutti, l’impegno e il sacrificio, portati avanti con tanta passione, vi hanno giustamente ricompensato. Questa è la dimostrazione lampante che lo sport, insieme allo studio, deve svolgere il ruolo formativo che è alla base della crescita di ogni essere umano, io ci ho sempre creduto e da genitore così mi sono comportato.
Poi c’è quella frase, che, anche se per ragioni e soprattutto situazioni diverse, mi ha fatto riflettere e mi si è appiccicata addosso in relazione a ciò che scrivo su questo sito per argomenti attuali che si riferiscono a fatti e avvenimenti che riguardano Roccaraso e dintorni; essi suscitano curiosità, interesse, apprezzamenti, ilarità, a volte critiche, ma più spesso silenzio, fastidio, quasi omertà.
Ma come si possono affrontare i problemi di una Comunità e tentare di risolverli se non se ne parla, se non si ha il coraggio di ripartire dagli errori?
Ecco, ciò che scrivo a volte anche in maniera feroce, in maniera convinta, appassionata, spesso documentata da notizie e soluzioni che altri hanno adottato per ragioni simili, vuole semplicemente spingere il lettore roccolano, ma anche quello dei paesi dintorno, a prendere coscienza che è ormai necessario assumere provvedimenti radicali, che escano al di fuori della ammuffita consuetudine e con il rinnovato spirito che guidò i nostri nonni e genitori, allorquando, rientrati dallo sfollamento nel 1945 e trovando un paese raso al suolo, si rimboccarono le maniche e ricostruirono pezzo dopo pezzo l’attività di ospitalità al servizio del turismo. Se questa attività oggi qui langue e in altri posti, sia pure con le difficoltà dettate dai contingenti problemi economici, riesce comunque a sostenere più che egregiamente la vita di quelle comunità, una ragione ci deve pure essere. Cerchiamola e facciamo sì che anche qui il turismo torni a farla da padrone in maniera importante, così come tutti lo vogliamo in fondo al nostro animo.
Ma torniamo a quella frase e parafrasandola, per queste ragioni e al dilà del fatto che qui sono nato, l’ho riscritta così:
“Roccaraso non mi piace, per questo ho imparato ad amarla sempre più. Perchè il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”.
La storia si ripete, che bello! Uno di quei ragazzi, più grandi, diventato allenatore, è qui con i suoi piccoli, speriamo atleti.
I lettori scrivono
da Roccaraso: Ho letto il bellissimo pensiero, quello del grande Paolo Borsellino e tu hai trovato con saggezza e serenità il giusto motivo per accostarti a tale ed audace pensiero!!! Sei un grande…amiamo Roccaraso e miglioriamola tutti!!!