E’ l’idea di Ugo Del Castello per far rivivere la nostra storia dello sci, per qualificare ulteriormente l’offerta turistica, per migliorare sensibilmente l’immagine degli Altopiani Maggiori d’Abruzzo.

L’occasione del Centenario della nascita dello sci a Roccaraso (1910-2010) può trasformarsi in un evento che se trovasse il suo momento culminante, nella decisione delle forze economiche e amministrative locali, ma anche di ogni privato cittadino, di realizzare la “nuova slittovia”, si porrebbero le basi per un rilancio positivo dell’immagine del paese, ma anche dell’intero comprensorio degli Altopiani Maggiori d’Abruzzo.
La storia può essere riproposta in chiave moderna, non più per agevolare la pratica dello sci, che attualmente viene svolta in zone più confacenti e ottimamente attrezzate, ma per consentire ai turisti, attratti da questo particolare impianto di risalita, di raggiungere, durante tutto l’arco dell’anno, lo stesso punto di arrivo della mitica slittovia del 1937 e poter vivere le stesse emozioni che impressionarono gli sciatori e i turisti di allora su una salita mozzafiato, al termine della quale è possibile godere un panorama completo e affascinante di tutta l’area che circonda Roccaraso.
E’ impensabile voler riproporre così com’era la slittovia del Monte Zurrone, il primo impianto di risalita che in quel lontano dicembre impresse una svolta di qualità all’attività sciistica di Roccaraso. L’attuale incostanza del clima tipicamente invernale e le normative vigenti rendono impossibile far sì che i quattro pattini di uno slittone possano ancora scivolare con certezza sul fondo nevoso. La tecnologia moderna, sfruttando ancora oggi il moto di un argano elettrico, come quello di allora, e un binario con percorso rettilineo sorretto su appoggi sollevati da terra, consente di condurre su tratti di montagna anche molto ripidi una cabina con le persone a bordo. Nel nostro caso può essere studiata e realizzata una cabina che nella sua forma possa richiamare alla mente lo slittone di allora, per aggiungere un alone di fascino alla salita.
La struttura dovrebbe essere completata: a valle, sfruttando una piccola cava di sabbia abbandonata, con la realizzazione di un locale da destinare alla storia dello sci e del turismo roccolano, attraversato dall’utente prima di accedere alla stazione di partenza, collegata con un cavalcavia sulla strada che conduce al Campetto degli Alpini; a monte, a fianco della stazioncina di arrivo, con una cupola panoramica rotante con funzione di locale di ristoro per consentire agli ospiti di trascorrere una piacevole ed incomparabile sosta e costituirebbe, inoltre, il punto di partenza per la visita al Sacrario dei Caduti Senza Croce o per escursioni nell’area circostante.
L’opera potrebbe essere progettata dalla società che fornisce l’impianto – La AGUDIO di Leinì (la stessa società che fornì nel 1937 l’impianto di slittovia) – per far sì che un unica visione progettuale si possa raccogliere quel giusto mix di tecnologia e soluzioni architettoniche necessarie per il rispetto dell’ambiente e per consentire, quindi, il conferimento positivo dell’immagine evocata.
Ho intrapreso un contatto informale con un tecnico responsabile della Soc. AGUDIO e dalle indicazioni minime di riferimento che ho fornito, è scaturito che il solo costo della struttura elettromeccanica di trasporto, escluse le opere civili, si aggira presumibilmente tra gli 800.000,00 e il 1.000.000,00 di Euro.
La realizzazione dell’opera potrebbe vedere insieme, in una società mista, le Società locali che operano nel campo degli impianti di risalita, il Comune di Roccaraso, gli albergatori, ma anche i singoli cittadini.
E’ possibile realizzare un impianto del genere?
Credo di poter affermare che ciò sia possibile. E' auspicabile. Altrimenti cosa potremmo offrire di nuovo e accattivante ai turisti per aumentare la loro frequenza di Roccaraso? Se ci sono idee diverse e migliori che vengano fuori e siano messe su un tavolo di discussione. O siamo buoni solo ad alzare il naso all'insù per cercare qualche fiocco di neve, che per ora non c'è?
Ugo Del Castello