Roccaraso si veste di bianco
Sulla piazza, che è un po’ il crocevia del mondo bianco dell’Altopiano, cominciano a sfarfallare i primi fiocchi di neve. E’ il tardo autunno, uno di quei giorni in cui si chiude definitivamente la coda dell’estate e s’affaccia il lungo inverno, carico di promesse per i
più; di disagi per i meno, di gioia per i bimbi, di freddo per gli anziani. Carico di tutta la gamma degli sci, di slitte, di telecabine, di seggiovie, di piste facili e difficili per sciatori principianti ed esperti.
Quando s’infiocca la piazza è come se squillasse una tromba ad annunziare che il tempo ha voltato pagina; la stagione della neve incomincia.
Quanti sono gli anni in cui la stagione della neve è incominciata? Oramai non si contano più, dispersi lungo l’arco del primo Novecento, quando sugli Altopiani regnava ancora incontrastata la pecora e tutt’intorno a Roccaraso resisteva una vita patriarcale, fatta di camini, di salsicce e di grano serbato nelle madie. Dei primi skiatori che infilarono i piedi negli assi di legno appuntiti, portati dai fratelli norvegesi Smith nel febbraio 1910, non resta ormai traccia. Ed i pionieri dell’ospitalità sono anch’essi scomparsi, ricordati ancora nei cenacoli dei valligiani chi per esempio di audacia imprenditoriale, chi per singolarità di carattere, chi per giudiziosa consapevolezza dei gusti nascenti d’una embrionale clientela.
Quando incomincia la stagione della neve, Roccaraso così come l’abbiamo conosciuta d’estate, cambia volto. Indossa l’abito invernale, tira fuori l’abbigliamento da freddo, si vivacizza e si espande.
Compaiono pellicce e colbacchi, rigida o non che sia la temperatura, sferragliano le catene intorno ai pneumatici delle macchine, le vetrine delle boutiques – lungo la jetèe dove s’affacciano i grandi alberghi – splendono sui novelli capi d’abbigliamento che presentano le novità della stagione, i pezzi da novanta del superchic sportivo da mettere in mostra sui piani dell’Aremogna e alle stazioni delle telecabine.
Roccaraso in bianco è tutta una festa e sembra che ogni cosa concorra a rendere generale il tripudio per il grande evento che mette in moto tutto il sistema.
E’ il sistema sportivo di Roccaraso, che è il centro d’orientamento dello sci abruzzese e di tutto l’Appennino, come il più antico, il più sviluppato, il più completo; un sistema che poggia sui due cardini classici: ospitalità ed attrezzatura.
S’aprono le vie immacolate di questo sport montanaro che ha avuto in Roccaraso un precursore in Italia e che oggi forma il nucleo di una vita poliforme da grande stazione invernale. Dai suoi contrafforti, dall’Aremogna in candida festa sugli Altopiani, va e viene d’inverno un flusso di gente che cerca sport, svago, quiete.
Le funi dei sedici impianti di risalita incominciano con il loro vorticoso e silenzioso giro a trasportare gli sciatori su una ottantina di chilometri di piste e la neve risplende di mille colori. Mille colori che scendono veloci tra i pali degli slalom. Mille colori che la sera punteggiano le strade del paese e lo rendono festoso.
Sono gli amici di Roccaraso, in numero sempre crescente; gli amici cui è dedicato, in segno del felice rapporto istituito da cent’anni, questo biglietto d’invito.
Vi aspettiamo!
A Roccaraso la stagione della neve è vostra.
Renato Caniglia