Miscellanea
E' primavera inoltrata e a Roccaraso...
Se in questo periodo risali la pista Azzurra di Valle Gravare, su all’Aremogna, dove la traccia s’invetta cosparsa di pietrame biancastro, calcareo, mentre ti avvicini il bianco è sempre più intenso, sembra che la neve caduta copiosa durante l’inverno sia rimasta lì a farla ancora da padrona a dispetto del sole, che invece inesorabilmente lancia sferzanti i suoi raggi che con rinvigorito calore rinnovano uno dei tanti prodigi della natura, quello della nascita di tanti fiori bianchi come la neve che li circonda. I loro petali variano da cinque a undici e il bottone di pistilli gialli, infisso lì in mezzo, sembra il riflesso del sole. Non è facile immaginare che tra quelle pietre aride e insignificanti, ancora intorpidite dal gelo invernale, possano emergere dei fiori così grandi e belli. Benedetto Iddio! E’ la Pulsatilla.
Diletto sciatore, quando d’inverno scendi leggiadro sull’Azzurra e arrivato su quel muro ti affacci su un altro spettacolo della natura: un panorama di valli e montagne imbiancate sovrastate da un azzurro intenso, che in lontananza, quando la tramontana dice la sua, si confonde con l’altra tonalità celeste dell’Adriatico, non puoi immaginare cosa c’è sotto i tuoi sci, non puoi immaginare che a primavera, sotto l’ultima neve ormai granulosa c’è un nuovo mondo che si prepara ad esplodere, candido come quella neve. Quindi fa presto, adesso è il momento, torna lassù; riempi lo zaino di pane e frittata, una bottiglia di acqua, la macchina fotografica e armato di bastoncini compi un gesto a rovescio: risali l’Azzurra, vai verso l’azzurro del cielo e troverai ancora il bianco. Rimarrai affascinato da altrettanta bellezza della natura.
A me è successo qualche anno fa e poi immaginai la vaporiera, che alla fine dell‘800 arrivò su questi altopiani col fischio stridente, dipingere con il suo fumo sui petali del fiore più bello, le immagini indelebili di quello che è stato il percorso centenario del nostro ski e della nostra industria dell’ospitalità. E poi ancora ho immaginato quel fiore trasformarsi come per incantesimo in un gioiello e in un dolce.
L’incantesimo si è avverato e qualche giorno fa, insieme ai tre valenti artigiani che con la loro arte hanno saputo dare le sembianze della Pulsatilla a un gioiello molto apprezzato e a un dolce prelibato, siamo andati lassù. Loro hanno voluto vedere da vicino la Pulsatilla che non conoscevano se non per le foto che gli avevo mostrato. Abbiamo portato con noi quel dolce e lo abbiamo degustato in quota, tra una selva di Pulsatille, qualche goccia di sudore e con un brindisi che ci ha allietato la piacevole risalita.
Che bello!
![]() Partenza, si sale!
![]() Il muro dell'Azzurra con la neve che lo ricopre.
![]() Uno sguardo verso il Piano.
![]() E un altro all'opposto, verso Monte Greco, m. 2.283.
![]() Non sembra, ma quest'anfiteatro di neve è alto circa 5 metri.
![]() Si scende, anzi, ho scivolato con gli scarponi sul muro di neve lungo circa 200 metri.
![]() Ed ecco le Pulsatille appena nate e pelose per difendersi dal freddo.
![]() Altre che pian piano si schiudono.
![]() E queste si mostrano nella loro giovane bellezza.
![]() Che splendore!
![]() Queste guardano il sole tra le pietre e l'erba bruciata dal gelo invernale.
![]() Mentre questa ve la offro come segno di amicizia.
![]() Pulsatille in compagnia delle Violette di Eugenia.
![]() Si brinda!
![]() Slurp! Che buona la Pulsatilla dolce. E' rimasto solo l'involucro.
![]() Ma lassù non troverete solo una distesa di colori bianco e giallo, qua e la ci sono anche altri fiori con forme e colori altrettanto belli.
Questo è il dolce prodotto da Claudio e Paola nella pasticceria l'Ombrellone.
E questo è il gioiello in oro bianco e giallo creato dalle abili mani di franco Coccopalmenri, orafo in Viale Roma. |
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