Roccaraso al centro della Linea Gustav
Dal libro di Paolo Paoletti: “L’eccidio dei Limmari di Pietransieri (Roccaraso) – un’operazione di terrorismo” e da quelli di Giovanni Artese “La guerra in Abruzzo e Molise 1943-1944” (volumi II e III), ho tratto le notizie dei militari che nei vari ordini di grado comandarono in questa parte della linea Gustav, le varie zone di competenza e la consistenza della truppa assegnata.
Comandante supremo del Sud per i tedeschi fu nominato, con pieni poteri dal 21 novembre 1943, “il sorridente Albert”, il Feldmaresciallo Kesselring, definito, come il rivale inglese, generale Harold George Alexander, “uomo che va” e non “uomo che manda”. Dalla parte degli alleati, nel corso del 1944 il comando fu poi affidato al generale americano Mark Wayne Clark.
Si fronteggiarono sulla parte della linea Gustav e della Linea Bernhard, verso l’Adriatico: la LXXVI Panzerkorps e la 8^ Armata britannica; mentre, verso il Tirreno: la XIV Panzerkorps e la 5^ Armata americana.
Il Feldmaresciallo affidò il comando dell’anello di congiunzione della linea Gustav, l’area intorno al valico di Roccaraso, al generale Richard Heidrich, che aveva inizialmente il Quartier Generale a Introdacqua, vicino a Sulmona. Nell’autunno del 1943 Heidrich comandava la 1^ Divisione paracadutisti, una delle più organizzate ed efficienti della Wehrmacht. Il maggiore Eberhard Martin Neumann era il suo aiutante di stato maggiore. Successivamente, il generale Heidrich fu trasferito a Monte Cassino e nel corso del 1944 assunse il comando del I Corpo paracadutisti; lo sostituì il comandante del 1° Reggimento paracadutisti della 1^ Divisione, il colonnello Karl-Lothar Schulz.
Dall’altra parte del fiume Sangro, tra Alfedena e Capracotta, gli alleati schieravano la 3^ Brigata canadese e la 5^ Divisione britannica, sostituite a fine dicembre del 1943 dalla 78^ Divisione britannica.
Il maggiore Wolf-Werner von der Schulemburg, che grazie al titolo nobiliare veniva semplicemente chiamato “Der Graf”, il Conte, comandava il I Battaglione paracadutisti di stanza a Roccaraso. La sua sede era l’albergo Savoia (numero di posta da campo dell’unità, L. 36480). Il suo aiutante era il capitano Schulder. A fine novembre von del Schulemburg assunse temporaneamente il comando del 1° Reggimento paracadutisti.
“Der Graf” era alto 1,82 metri, età tra i 40 e 45 anni, faccia lunga e magra, senza barba, corporatura robusta e carnagione scura, monocolo all’occhio destro, bevitore e fumatore di sigari, vestiva l’uniforme da paracadutista. Aveva partecipato nel 1941 con altre unità tedesche alla battaglia per la conquista dell’Isola di Creta e successivamente, nel marzo del 1944, fu trasferito a Monte Cassino dove partecipò agli epiloghi di quella battaglia al comando del 1° Reggimento paracadutisti. Arrivò a Roccaraso da Matera, dove fino al 21 settembre 1943 diresse le azioni di guerra in quella zona. Si distinse in diverse operazioni militari e fu insignito di una delle più importanti onorificenze militari tedesche, la Croce di Cavaliere, una decorazione molto prestigiosa che veniva esibita sul collo trattenuta dal famoso nastro nero, bianco e rosso. Morì nel 1944 sul fronte francese.
“Il Conte” aveva un fratello antinazista, Fritz-Dietlof, uno dei capi del complotto contro Hitler del luglio 1944.
Valentin Oberstabartz, medico austriaco, era l’ufficiale comandante dell’ospedale da campo della 29^ Compagnia sanitaria militare, sistemato all’albergo Palace Regina, mentre all’albergo Principe c’era l’infermeria per i malati che non avevano bisogno di interventi.
A seguito della dislocazione definitiva delle truppe sugli Altopiani, nella zona della Montagna Spaccata, tra rocce e dirupi a strapiombo sulla strada che vi si insinua, e in mezzo a fitti boschi, fu installata una tendopoli destinata a macello. Tutti gli animali requisiti nella zona venivano trasportati in quel luogo, macellati e portati nelle cucine per confezionare i pasti distribuiti alle truppe. C’erano anche delle zone attrezzate per la trasformazione dei maiali in insaccati vari, wurstel, pancette e lardo in pezzi. Quella zona è talmente nascosta ed inaccessibile, se non dal Piano delle Cinque Miglia, dove all’ingresso era posizionato un posto di controllo, che non fu mai scoperta dagli alleati e quindi mai bombardata e mitragliata.
Una cucina fu messa in funzione a Pescocostanzo, presso l’albergo Di Vito, dove si preparavano i pasti anche per coloro che prestavano servizio a Rivisondoli; gli uomini di stanza a Roccaraso e Pietransieri erano riforniti dalla cucina messa in funzione nel palazzo Patini di Roccaraso; un’altra cucina funzionava al rifugio dell’Aremogna per i soldati che erano accampati sulle montagne che sovrastano Roccaraso fino all’Arazecca, la montagna più alta che domina la valle del Sangro.
La sede del comando di divisione a novembre fu spostata da Introdacqua a Pescocostanzo ed aveva a disposizione straordinaria il 553° Reggimento di artiglieria dislocato tra Rivisondoli e Pescocostanzo. Il trasferimento fu il segno più evidente della rilevanza strategica assegnata in quel momento a questa parte centrale del fronte. Era necessaria la presenza sul posto del comandante Richard Heidrich, affinchè avesse il controllo diretto della situazione che si evolveva con i segni premonitori di uno sfondamento attraverso il valico di Roccaraso, per assumere immediatamente le necessarie decisioni e per assicurare con la propria presenza un sostegno evidente e costante alla truppa.
Il comando del 1° Reggimento paracadutisti era dislocato a Roccaraso e aveva sede alla villa d’Avalos. L’area di competenza, da Ovest verso Est, era compresa tra l’Aremogna e poco oltre Pietransieri, mentre da Sud a Nord, era compresa tra Roccacinquemiglia e gli Altopiani verso Sulmona e la stazione di Palena, dove confinava con il 3° Reggimento paracadutisti, che aveva come competenza l’area tra Ateleta, Gamberale e Pizzoferrato.
Il 1° Reggimento della 1^ Divisione paracadutisti era così strutturato:
- 1° Reggimento: comandante il colonnello Karl-Lothar Schulz – truppe reggimentali in forza circa 290 uomini.
- I Battaglione: comandante il maggiore Wolf-Werner von der Schulemburg – in forza circa 300 uomini – zona di competenza Roccaraso, Aremogna e Roccacinquemiglia.
- III Battaglione: comandante il capitano Karl-Heinz Becker – in forza circa 310 uomini – zona di competenza tra Rivisondoli e il fiume Sangro, ad Est di Roccaraso.
Il Battaglione mitraglieri, costituito complessivamente da circa 490 uomini, e il Battaglione mitraglieri Flak (Artiglieria contraerea), costituito complessivamente da circa 160 uomini, tutti a disposizione del 1° Reggimento paracadutisti – armamenti a disposizione: 5 cannoni italiani da 105 mm e 17 cannoni da 75 mm., 10 cannoni tedeschi da 105 mm, 42 cannoni anticarro e 13 antiaerei da 20 mm. – schieravano la maggior parte dei loro uomini nell’area a semicerchio compresa tra la cima dell’Arazecca e le alture che dominano Roccaraso, Pietransieri e Ateleta, con l’evidente intento di controllare la strada che sale da Castel di Sangro e il territorio che si estende tra Monte Tocco e Monte Secine e che degrada verso il fiume Sangro. Era quindi assicurato anche il controllo dello spazio aereo sovrastante.
Qualche giorni prima di Natale, con l’intensificarsi delle battaglie lungo la costa adriatica, che resero precaria per i tedeschi la parte terminale della linea Gustav, fu compiuto verso quella zona lo spostamento delle truppe del 1° Reggimento paracadutisti con i battaglioni I e III. L’ultimo ad abbandonare l’area degli Altopiani fu il maggiore von der Schulemburg. La 1^ Divisione paracadutisti del generale Heidrich fu quindi raggruppata e schierata interamente in quell’area con i suoi reggimenti 1°, 3° e 4°, per un totale di circa 4.200 uomini.
Dopo le sanguinose battaglie del periodo natalizio, combattute lungo la costa abruzzese a Sud di Pescara, che ridussero in frantumi la città di Ortona, verso la metà di gennaio, l’intera 1^ Divisione paracadutisti, decimata e da quel momento denominata “Heidrich”, fu rinvigorita con forze nuove e spostata a difendere la montagna di Cassino, ultimo baluardo verso Roma.
Fu sostituita dalla 305^ Divisione di fanteria, con a capo il generale F.W. Hauck, spostata dal fronte dell’Alto Volturno. Le truppe compirono un incredibile percorso per raggiungere la posizione: San Biagio – San Donato – Forca d’Acero – Opi – Villetta Barrea – passo Godi – Scanno – Sulmona – Rocca Pia – Rivisondoli. Il comando divisionale fu dislocato a Scanno. La divisione comprendeva:
- 576° Reggimento granatieri con a capo il colonnello Jank e poi il colonnello Bode, rafforzato sulla destra dal I Battaglione del 578° Reggimento; area di competenza tra Alfedena e Barrea.
- 577° Reggimento granatieri e II Battaglione del 578° Reggimento, nell’ordine tra Roccaraso, Ateleta e Gamberale.
- Il 305° Battaglione fucilieri era di riserva, con a capo il maggiore Pick.
Essa prese, inoltre, sotto comando il III Battaglione di alta montagna disposto già dai primi di dicembre sullo spartiacque Sangro-Aventino e sulla linea arretrata Palena-Lama dei Peligni.
Da quel momento la 305^ Divisione di fanteria e le forze ad essa aggregate assunsero la denominazione di “Korpsgruppe Hauk”, un Korpsgruppe ad hoc (sotto il comando diretto della 10^ Armata tedesca) che continuò a costituire l’anello di congiunzione tra la LXXVI Panzerkorps e la XIV Panzerkorps, che aveva competenza sull’altra metà della linea Gustav verso il Tirreno. La lunghezza totale del fronte del Korpsgruppe Hauck era di circa 40 chilometri. Le truppe dei carriaggi e del mantenimento erano disposte nelle retrovie fino alla Valle Peligna. Il 305° Reggimento di artiglieria, comandato dal colonnello Kurth, fu schierato sulla nuova posizione con i suoi 25 cannoni tedeschi e 21 italiani di calibro 7,5, 10,5 e 14,9 cm. Il II Gruppo comandato dal capitano Muhlfriedel fu assegnato, nell’area di Roccaraso, al 577° Reggimento e comprendeva 8 artiglieri tedeschi e 15 italiani.
Durante l’inverno i due terzi della 305° Divisione di fanteria furono spostati gradualmente verso l’area adriatica ad occupare le posizioni lasciate dalla 1^ Divisione paracadutisti. Alla fine di marzo del 1944, con l’inizio dello scioglimento delle nevi e a seguito dell’apparizione del Corpo polacco nel settore dell’Alto Sangro e Volturno, Kesselring, temendo una riattivazione del settore intorno al valico di Roccaraso, vi fece confluire da Anzio la 114^ Divisione cacciatori del generale Borquin, che rilevò successivamente anche le posizioni del 576° Reggimento granatieri rafforzato, denominato Sperrverband Bode, allungando così il settore di competenza fino ad Alfedena lungo la cresta dell’Arazecca. Alla fine di aprile rimase in quest’area solo il 741° Reggimento cacciatori, con il 3° Battaglione schierato in posizione avanzata a difesa degli accessi intorno ad Alfedena e il resto della formazione teneva il settore degli Altopiani Maggiori. Si arrivava gradualmente alla smobilitazione di questo settore della linea Gustav, che si concluse ai primi di giugno del 1944.