3 - Ed ecco la sorpresa: non fu solo "terra bruciata"

Continua la lettera del soldato Jupp Klein:
“…Come mi fu comunicato dal generale Molitor dopo il trasferimento ad Ortona, due paracadutisti furono uccisi a Roccaraso. Si presume che il capo della Compagnia avrebbe dovuto pubblicare un ultimatum con i nomi dei colpevoli, questo non successe. In seguito i più importanti edifici della città dovevano essere fatti saltare in aria.”
Tutto si consumò proprio in questi giorni tra la fine di novembre e i primi di dicembre del 1943.
Roccaraso, che domina il valico che immette dalla valle del fiume Sangro sugli Altopiani Maggiori e da lì verso Sulmona, oltre ad essere ridotto a “terra bruciata” in base agli ordini impartiti direttamente da Hitler, fu fatta saltare in aria con un’azione che diede un valore aggiunto a causa dell’uccisione di due soldati tedeschi di stanza probabilmente in paese o nelle immediate vicinanze.
Chi ha potuto uccidere i due soldati tedeschi?

Non credo la gente di Roccaraso, che era già sfollata verso la Valle Peligna. Quindi è possibile che a uccidere i due soldati tedeschi sia stato qualche soldato alleato fuggito dal campo di concentramento di Fonte d’Amore vicino a Sulmona. Infatti questi soldati si dispersero su tutte le montagne che circondano la Valle e cercarono di raggiungere le forze alleate dislocate oltre il fiume Sangro. Leggendo il libro 1943 Roccaraso kaputt! in più di una occasione si apprende che anche sulle nostre montagne alcuni abitanti di Roccaraso, rimasti ancora in questi luoghi, perché tollerati dai tedeschi, ma poi sfollati definitivamente entro la fine di novembre, videro vagare o addirittura ospitarono temporaneamente alcuni soldati inglesi che cercavano di attraversare le linee nemiche. E’ perciò possibile che questi siano stati visti dai due soldati tedeschi e che li abbiano uccisi. Se poi leggiamo, sempre sul libro, il racconto di Leopoldo Valentini, apprendiamo che egli stesso ed altri roccolani fuggirono dai campi di lavoro, sostarono una notte a Roccaraso e attraversando furtivamente le montagne sopra il Piano delle Cinque Miglia raggiunsero poi Sulmona. Quindi, nonostante l’avvenuto sfollamento, oltre alle truppe tedesche, era restata ancora gente intorno a Roccaraso. E’ anche possibile che l’uccisione dei due tedeschi sia dipesa dagli uomini adibiti ai lavori di costruzione di trincee, ricoveri e postazioni, i quali erano tenuti sotto stretto controllo dai soldati; non si trattava solo di uomini che vivevano nei paesi degli Altopiani, ma anche tanti di altri catturati e provenienti dai paesi dislocati lungo le retrovie.

Ecco svelata la ragione per cui Roccaraso subì una sorte tanto tremenda. Sicuramente non così drammatica come quella che toccò ai 128 abitanti di Pietransieri che furono uccisi, ma che aggiunta a questa contribuì a segnare profondamente la vita della nostra regione.
La Guerra in casa e le case scomparvero. Il generale Heidrich ordinò: “Roccaraso kaputt!”.
Finirono la Terra Vecchia, il cuore antico del paese, risalente all’alto Medioevo; il teatro del 1698; la bella torre dell’orologio; la chiesa parrocchiale, numerosi palazzi patrizi; i nuovi alberghi, segno di una fiorente attività turistica; la slittovia.
Leggi le prime due parti tra gli articoli nella sezione: "Al centro della linea Gustav"