La mia ipotesi sulle ragioni dell'eccidio di Pietransieri
Diverse persone che si sono interessate dei fatti di Pietransieri non sono riuscite a venire a capo delle ragioni dell’eccidio.
Si è parlato di azioni partigiane. Ma i partigiani in questa parte della linea Gustav non ci sono mai stati.
Si è parlato di rappresaglia per la morte di soldati tedeschi, ma nel periodo in cui furono ripetutamente uccisi gli abitanti di Pietransieri non risulta ucciso in quella zona neppure un soldato, tant’è vero che, dalle ricerche condotte dallo storico Paolo Paoletti solo dopo il 21 novembre furono uccisi due paracadutisti vicino al cimitero, ma a causa delle schegge di colpi di artiglieria sparati dagli Alleati dall’altra parte della riva del fiume Sangro. Del resto i tedeschi erano molto ligi alle loro leggi di guerra e uccidevano per rappresaglia dieci persone per l’uccisione di ogni loro soldato; quindi a fronte di un eccidio di 128 persone sarebbero dovuti morire ben tredici loro soldati.

Resta perciò ancora oggi inspiegabile il comportamento dei soldati della 11^ Compagnia del III battaglione Paracadutisti di stanza nella frazione di Roccaraso e comandati dal capi-tano Georg Schulze, il quale non si era adoperato ad evacuare la zona in ottemperanza della ordinanza del feldmaresciallo Kesselring, che imponeva a tutti i civili di sfollare oltre la fascia larga circa venticinque chilome-tri segnata lungo la linea Gu-stav; comportamento invece so-stenuto senza problemi dagli altri ufficiali responsabili della zona di propria competenza.
Quella che mi accingo a sostenere è una ipotesi nuova, suggestiva, sicuramente fantasiosa, ma poggiata su documenti inconfutabili che enunciano fatti avvenuti in questa zona di guerra, quelli appunto inerenti al tesoro di Roccaraso.
Immaginiamo che quel tesoro fu portato da Roccaraso nella zona di Pietransieri, che dista appunto circa cinque chilometri dal capoluogo, per essere custodito in un posto ritenuto sicuro e della cui esistenza ne fosse al corrente il capitano Schulze, magari ritenuto anche responsabile di quella custodia dall’ufficiale di nome Walter. Ipotizziamo la scomparsa del tesoro da quel posto nei giorni successivi e che la sparizione fosse stata attuata proprio dall’ufficiale superiore, il quale, insieme ad altri due soldati lo avrebbe nascosto in altro luogo per tornare a recuperarlo alla fine del conflitto per dividerselo. Che in quegli stessi giorni gli uomini del capitano Schulze abbiano visto nei paraggi qualche uomo di Pietransieri che si era dato alla macchia ed abbia addossato a loro la colpa di quella sparizione. E’ possibile, quindi, che egli abbia cercato di catturare quei civili e per riuscirci abbia trattenuto volontariamente la rimanente parte della popolazione che si era rifugiata nei casolari a ridosso delle rive del fiume Sangro, che lì si era recata pensando di avere adempiuto all’editto di Kesselring, per far sì che gli uomini alla macchia prima o poi avrebbero tentato di raggiungere le proprie famiglie, almeno per ricevere qualche genere di conforto. Che queste persone ignare di ciò che era accaduto, ma comunque timorose di essere prese non abbiano raggiunto le famiglie, inducendo così il capitano ad ammazzare qualche civile alloggiato in quelle masserie per costringerle ad uscire ed evitare ulteriori uccisioni. Circostanza questa che può giustificare, in primo luogo, il fatto che non ci sia stato un unico massacro, ma più azioni tendenti a raggiungere l’intento di recuperare il tesoro. Così facendo i tempi si allungarono al punto tale che, intorno al venti di novembre, quando si intensificarono le azioni di guerra degli Alleati, il capitano Schulze, intuendo un possibile sfondamento della linea Gustav e trovandosi in difficoltà con i propri superiori nel non aver saputo attuare una semplice operazione di polizia, cioè di non aver evacuato quella zona, pensò che l’unica soluzione fosse di uccidere le rimanenti persone e portò il totale delle vittime alle 128 persone che hanno segnato per sempre la vita della Comunità di Pietransieri.

Se così fosse, gli abitanti di Pietransieri che non avevano adempiuto in maniera corretta all’ordinanza di sgombero del feldmaresciallo Kesselring, furo-no mostruosamente usati per recuperare quel tesoro che inve-ce altri tedeschi avevano rubato. Una ipotesi questa semplice-mente allucinante, ma cosa non c’è di allucinante quando si parla di azioni di guerra, di qualsiasi tipo esse siano?
Lascio a te giudicare se è una ipotesi azzardata o addirittura impossibile. Però posso aggiungere che fino ad oggi anche le altre ipotesi sostenute non hanno trovato alcun riscontro suffragato da elementi certi e inconfutabili, tant’è vero che anche la Procura militare tedesca è finalmente intervenuta per cercare di capire cosa sia veramente accaduto a Pietransieri in quel tragico novembre del 1943.
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