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Per arrivare dove gli altri non arrivano, bisogna fare cose che gli altri non fanno. (B. Knight, allenatore di basket dell'Indiana University)

Al centro della Linea Gustav

Una firma carica di orrore

 
 
In base a quanto affermato dagli autori di diversi libri che sono stati scritti negli anni successivi al termine della Seconda Guerra Mondiale, fu il conte Werner von Schulemburg, maggiore dell’esercito tedesco, a ordinare l’eccidio di Pietransieri che si compì nel corso di diversi giorni intorno alla metà del mese di novembre del 1943. Le varie affermazioni concordanti sul nome dell’ufficiale germanico derivano dalla circostanza che questi comandava la guarnigione dei Paracadutisti tedeschi di stanza a Roccaraso e quindi l’unico ufficiale superiore in grado di ordinare tale efferatezza nei confronti della popolazione della frazione di Pietransieri, rifugiata nelle masserie lontane dal paese e costituita prevalentemente da donne, vecchi e bambini.
Ma si doveva arrivare al 1995, quando lo storico Paolo Paoletti, compiendo in Germania le ricerche per meglio definire i vari aspetti di un altro eccidio compiuto dalle forze tedesche a Sant’Anna di Stazzema, si trovò di fronte alcuni documenti che riconducevano ai fatti della frazione di Pietransieri. Paoletti venne a Roccaraso e incontrò il sindaco Mario Liberatore, al quale prospettò la sua disponibilità a condurre una ulteriore ricerca per cercare di fare meglio luce sull’eccidio avvenuto nel nostro comune, ma poco noto e sul quale gravavano a suo giudizio diverse circostanze poco chiare, compreso il supposto mandante della strage dei 128 abitanti della frazione.
Mario Liberatore, sindaco molto sensibile alla vicenda e ai possibili sviluppi che le ricerche avrebbero riservato a giudizio dello storico, ricerche che venivano compiute per la prima volta, affidò immediatamente il compito a colui che aveva dimostrato il senso della fiducia nell’impegno proposto.
Paolo Paoletti, si recò in Germania ad esaminare gli archivi dei Paracadutisti tedeschi nella città di Friburgo, dove riuscì a comporre le varie forze tedesche dislocate durante il periodo autunnale nel territorio intorno al luogo dell’eccidio, i nomi degli ufficiali e le varie sedi dei comandi con le relative competenze. Altre ricerche furono compiute agli archivi di Montecassino. Durante l’estate venne a Pietransieri ad interrogare molti abitanti che per varie cause erano a conoscenza diretta dei fatti, ma volle interrogare soprattutto alcuni emigranti tornati in paese dopo una lunga permanenza negli Stati Uniti, perché i loro ricordi erano rimasti intatti, cioè non contaminati dall’intrecciarsi dei racconti paesani che a lungo andare si erano a volte trasformati arricchendosi di situazioni verosimili. Quando ebbe composto un puzzle sufficientemente convincente per l’analisi della documentazione raccolta, confrontata con i racconti della gente e dei luoghi scandagliati, tornò in Germania per incontrare alcuni reduci individuati come appartenenti alla Compagnia che era di stanza nei giorni dell’eccidio a Pietransieri. Soprattutto andò alla ricerca del nuovo supposto mandante e autore con i commilitoni dei fatti incriminati.
Purtroppo il capitano Georg Schulze era morto serenamente nel suo letto nel 1993 e gli altri soldati dell’11^ Compagnia appartenente al III Battaglione di stanza a Rivisondoli non contribuirono, ovviamente, a confermare i fatti che si erano consolidati attraverso le sue ricerche.
Emerse però evidente l’estraneità del conte Werner von Schulemburg, perché l’ufficiale comandava il I Battaglione di stanza a Roccaraso, che aveva competenza sul territorio delimitato dalla linea che congiunge Rivisondoli a Rocca Cinquemiglia e fino al Piano dell’Aremogna. Mentre il III Battaglione aveva competenza da questa linea fino ai confini con il territorio di Ateleta. Rivisondoli così era al vertice di un triangolo diviso a metà e nella seconda metà, in fondo al triangolo, scorre il fiume Sangro nelle cui vicinanze si stende la Valle della Vita, nei Limmari di Pietransieri, dove sorgevano le cinque masserie rifugio di quei poveretti.
Le conclusioni a cui giunse Paoletti sono confermate dal documento che segue, pubblicato sul sito www.rivisondoliantiqua.it, dove chiaramente si legge la firma del capitano Georg Schulze che ordina lo sfollamento di Rivisondoli a partire dal giorno 30 ottobre 1943.
Nel 2006 è giunto dalla Germania il procuratore militare Bernd Schneider, che ho avuto il piacere di conoscere ed accompagnare in diversi luoghi attraversati dalla Linea Gustav, dove ha compiuto gli accertamenti per meglio definire le circostanze dell’eccidio di Pietransieri. E lo scorso anno anche due militari agli ordini della Procura militare italiana sono stati qui per le stesse ragioni.
Scaturiranno novità su quella che è stata definita una “strage anomala” e meglio classificata dallo storico Paolo Paoletti, come “una operazione di terrorismo”? La mia curiosità è viva e forte. E spero che altre e più convincenti ragioni emergano in maniera definitiva per chiarire le vere cause della morte di quei 128 inermi abitanti di Pietransieri. Però, sono convinto che ciò potrà accadere solo se dagli archivi tedeschi finalmente emergeranno documenti probabilmente secretati. Ma è interesse della Germania rivelare le ragioni degli eccidi compiuti dai suoi soldati?
Voglio ora riportare le parole di Paolo Paoletti scritte sul suo libro, che sintetizzano in maniera emblematica i risultati della guerra, di ogni guerra che colpisce indiscriminatamente la vita dell’umanità: …l’unico elemento inspiegabile è la sproporzione della colpa (quella di trovarsi nel momento sbagliato in zona di operazioni) e la punizione, che colpisce con atti di puro terrorismo. Ma c’è qualcosa che si spiega razionalmente in un atto irrazionale come la guerra?...
 
 
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