Leo Gasperl, una vita lanciata sulla neve

dal Corriere della Sera del 26 marzo 1997

  

Aveva 85 anni. Dalle discese con Zeno Colò alle lezioni di sci con la Lollobrigida e l'Agha Khan. Lo chiamavano il "bello" tirolese. La sua ultima apparizione pubblica risale probabilmente a mercoledì 19 marzo, quando partecipò all'inaugurazione del Musee du KL a Vars. In questi giorni si celebrano nella cittadina francese i Campionati mondiali di velocità su sci. Mentre leggete questo articolo sui vertiginosi pendii del Couloir de Chabrieres, i cui primi duecento metri presentano una pendenza del 98 per cento, l'americano Jeff Hamilton sta cercando di battere l'attuale record di velocità conquistato il 14 aprile 1995 proprio a Vars: 241,448 km / h. L'affascinante storia del KL, sigla che indicava il temibile "chilometro lanciato" del Plateau Rosa, nasce con Leo Gasperl. Austriaco, figlio di un boscaiolo, maestro di sci e discesista spericolato in anni in cui lo sci aveva ancora qualcosa di sanamente ruspante, era stato il primo a sfrecciare a una velocità fantastica su due pesantissimi legni. Il KL nacque in Svizzera, a St. Moritz. Gasperl scese su una pista appositamente recintata, tra festoni, giudici in abito scuro e fanfara. Raggiunse la fantastica velocità di 136,600 km / h. Nessuno aveva mai osato tanto sugli sci, che erano normalissimi legni da salto. La notizia fece il giro del mondo e Gasperl divenne un eroe. Gli sci erano lunghissimi: due metri e quaranta. Per ridurre le vibrazioni le punte erano rivestite di sughero, mentre apposite piastre stabilizzatrici in piombo attribuivano ai due attrezzi un peso complessivo di ben ventisei chili. A chi lo andava a trovare nel suo negozietto di Cervinia, di fianco alla chiesa, Gasperl ricordava quegli anni ruggenti, sfogliando i suoi album fotografici. Un'immagine ce lo mostra rannicchiato in una posizione che si sarebbe poi detta a uovo, ma con le mani ben afferrate a due maniglie appositamente fissate davanti all'attacco. In un'altra foto Gasperl sembra Batman. Gli esperti gli avevano fatto adottare una specie di carenatura dorsale, che lo rendeva stranamente goffo. Il Leo, come lo chiamavano tutti, era nato a Mitterndorf, in Austria, il 24 maggio 1912. I primi sci se li era fabbricati da solo. Esordì prestissimo nell'arena bianca, imponendosi come uno dei precursori delle virate a sci paralleli, che da lui sarebbero state dette "curve Gasperl". Era venuto in Italia per allenare la squadra di sci in vista delle Olimpiadi del 1935. Abitò a Cervinia dal 1937 e proprio nella stazione valdostana sarebbe stata stipulata la più temeraria delle scommesse fra Gasperl e Zeno Colò. Sotto il Piccolo Cervino venne individuato un ripidissimo scivolo ghiacciato lungo il quale i due atleti si lanciarono nel 1947 per migliorare il record di Gasperl. Vinse Colò a 159,242 km / h, ma il vecchio Leo fu sconfitto per soli tre centesimi di secondo. Gasperl è rimasto nel ricordo di molti frequentatori di Cervinia. La sua figura di maestro dei Vip, dalla Lollobrigida a Rascel, dall'Aga Khan a Mike Bongiorno, è inseparabile dall'Italia del dopoguerra che stava scoprendo lo sci come sport di massa. Leo Gasperl, uno dei pionieri più popolari dello sci alpino italiano, è morto all'età di 85 anni nella sua casa di Rivisondoli, in provincia dell'Aquila.

Franco Brevini

 

 

Non solo un grande sciatore, ma anche lo sciatore più elegante. Qui è con Jaqueline de Ribes.

 

 

Ma, il giornalista, o perché non lo sapeva o forse perché lo ha dimenticato, non ha citato fra i VIP Gianni Agnelli. Infatti, fu proprio Leo Gasperl a insegnargli a sciare e quando l’Avvocato saliva sui monti alpini chiamava sempre Gasperl per sciare in compagnia. Strinsero una forte amicizia e quando Leo arrivò a dirigere Montepratello, la stazione sciistica di Rivisondoli, Gianni Agnelli lo chiamava spesso per scambiare quattro chiacchiere. Una volta lo chiamò e Leo, tra le righe, gli fece intendere che non se la passava troppo bene, perché aveva qualche problema economico, che, tra l’altro, lo costringeva a stare fermo per via dell’auto vecchia e irriparabile. Qualche giorno dopo arrivò a Montepratello il Concessionario FIAT di Sulmona e chiese di Leo Gasperl, che gli fu immediatamente presentato. “ Queste sono le chiavi della FIAT Ritmo che vede lì ferma, gliela manda Gianni Agnelli in persona”. Leo si commosse, non si sarebbe mai aspettato tanto e chiamò immediatamente l’Avvocato per ringraziarlo. Chi era con lui vide qualche lacrima scendergli sul viso cotto dal sole e scavato con le rughe dell’età avanzata. Poi Leo ordinò qualche bottiglia di vino e brindò con gli amici abruzzesi.