Tutto incominciò con una vaporiera.
Il 18 settembre 1897 fu inaugurata la linea ferroviaria Sulmona-Isernia, tenacemente voluta dal barone Giuseppe Andrea Angeloni di Roccaraso, sottosegretario ai Lavori Pubblici e deputato del Collegio di Sulmona per ben nove legislature, che morì a Napoli nel 1892 senza vedere realizzata la sua opera più
cara. Egli è stato certamente il figlio più illustre di questa Comunità.
Il fischio del treno diede inizio allo sviluppo economico di Roccaraso. Furono costruiti i primi alberghi e l’epoca dello sci, che arrivò agli inizi del XX secolo, vide moltiplicarsi i flussi turistici con gli sciatori. Alcuni si avventurarono sulle montagne circostanti per entusiasmanti escursioni, altri per partecipare alle prime gare, che furono organizzate in questa zona degli Appennini denominata “Altopiani Maggiori d’Abruzzo”.
dal libro di Ugo Del Castello e Stefano Buccafusca
CINQUE MIGLIA DI NOSTALGIA
Michele Biallo Editore – 2007
Il discorso ufficiale tenuto a Roccaraso dal commendatore Nicola Falconi di Capracotta, Deputato al Parlamento e collega del barone Angeloni, in occasione dell’inaugurazione della linea ferroviaria; seguono le conclusioni dei discorsi del Sindaco e di un cittadino di Roccaraso.
Signori,
in questo giorno di festa pel Sannio, e per gli Abruzzi, nel quale per la prima volta echeggia su queste nostre montuose contrade l’acuto e stridulo fischio della vaporiera, che divora i piani e supera i monti, che risvegliando energie sopite o latenti, apporta dovunque prosperità e benessere; il nostro pensiero corre spontaneo a quell’uomo che a voi fu concittadino, ed a me collega ed amico carissimo. Giuseppe Andrea Angeloni, al quale principalmente si deve se la ferrovia Sulmona-Isernia, che venti anni fa a tanti sembrava un’utopia, sia ora diventata una realtà.
Oggi vorrei che tu, Giuseppe Andrea Angeloni, fossi qui con noi a partecipare alla nostra gioia, ad assistere sereno e sorridente all’inaugurazione di questa grandiosa opera, che fu il sogno della tua vita, l’oggetto delle tue cure più assidue.
Ma se manca oggi fra noi la tua persona, strappata innanzi tempo dalla morte, (poichè pare sia fatalità, o volere della Provvidenza, che chi più concorse in una grande opera, non arrivi quasi mai a vederne il compimento) sento però aleggiarmi d’intorno il tuo spirito, sento che tu oggi sei qui fra noi più vivo che prima.
E ciò hanno sentito puranco i tuoi concittadini, i quali oggi con gentile e nobile pensiero hanno voluto dedicarti questa lapide commemorativa per esprimerti in modo duraturo la loro riconoscenza ed il loro affetto, e per collegare indissolubilmente il tuo nome a quello della ferrovia, che ora si apre all’esercizio sotto gli auspici della gloriosa Casa Sabauda, che tutti amiamo e rispettiamo.
E tu ben lo meritavi, o mio carissimo amico, giacchè molte ed elette furono le doti della tua mente, e del tuo cuore. Se tu Capitano della Guardia Nazionale nel 1848 soffristi molestie e persecuzioni per i tuoi sentimenti liberali. Se tu, rappresentante del Collegio di Sulmona per ben 26 anni, sapesti sempre conciliare la cura degl’interessi locali con quelli del pubblico bene. Se tu scrittore pregiato di cose agricole ed economiche, cittadino integerrimo e laborioso, ti adoperasti con la teoria e con la pratica a far progredire l’agricoltura e l’industria nel mezzogiorno d’Italia. Se tu Segretario Generale al Ministero dei Lavori Pubblici collaborasti col Ministro Baccarini a tanti utili provvedimenti. Ciò che soprattutto rende caro ed indimenticabile il tuo nome a queste popolazioni è l’aver tu con l’ardore e con ammirabile tenacia efficacemente contribuito a far congiungere per ferrovia gli Abruzzi a tutto il resto d’Italia, cioè per Aquila Terni al Centro ed all’Italia del Nord, a Roma per Sulmona Avezzano, ed a Napoli per Isernia Caianello, e per la Valle del Liri.
Le belle idee, o Signori, sorgono facilmente nella mente di molti, ma la difficoltà sta, voi lo sapete, nell’attuarle, ossia nel trovare i mezzi, che all’uopo occorrono, e nel vincere gli ostacoli di ogni sorte, che ordinariamente si oppongono alla loro pratica esecuzione.
E questo fu appunto il merito del barone Angeloni cioè di aver saputo infondere con l’autorità della sua parola ai Colleghi della Camera ed al Governo la persuasione della necessità di una diretta comunicazione fra Sulmona e Napoli, e di averne in tutti i modi cercato di affrettarne, e di agevolarne i lavori, anche nell’interesse della difesa nazionale, coadiuvato in questo da quell’Illustrazione Italiana, il Generale Marselli, che sarebbe qui presente, se, dispiacevolmente una lunga e dolorosa malattia non glielo avesse impedito. Mando a quell’Illustre Generale un saluto affettuoso ed un augurio di sollecita e completa guarigione.
E qui sento il dovere d’invitare pur anche un reverente saluto all’illustre ex-ministro Saracco, e di esprimergli i sentimenti di gratitudine di queste provincie per aver Egli nella convenzione stipulata nel 1889 con la Società Adriatica inclusa la ferrovia Sulmona-Isernia. Convenzione, che ha reso possibile la costruzione di essa in soli sette anni.
Nel commemorare il barone Giuseppe Andrea Angeloni alla Camera dei Deputati, il Presidente di essa giustamente osservò, che pochi uomini hanno come l’Angeloni dedicato tanta parte della loro vita, del loro ingegno e della loro attività alla vita pubblica; pochi seppero, come lui, con la generosa bontà dell’animo, tanto tesoro di stima e di affetto dai loro concittadini.
Auguriamoci, o Signori, che la memoria delle sue virtù rimanga sempre viva in queste contrade, e che le nuove generazioni s’ispirino al suo esempio, ed innalziamo in questa fausta circostanza il grido, che parte dal nostro cuore, di viva il Re, viva la Casa Savoia, viva la nostra cara Italia con l’augurio che saremo degni figli di Lei.
...Correte, immani ordigni di ferro, per le storiche valli; svegliate, col vostro fischio che sfida lo spazio, i morti gloriosi: e questi, battendo l’aste sugli scudi, daranno il saluto del guerriero al carro della civiltà.
18 settembre 1897
Dott. Giuseppe Marcone di Roccaraso
(Esimio professore alla Facoltà di Veterinaria di Pisa)
...La vaporiera, nella sua corsa sulle vie del progresso, solca vampante le nostre praterie, i nostri monti perfora, e ci trasporta al raggio di più bella e desiata aurora.
Gloria a te Giuseppe Andrea Angeloni.
18 settembre 1897
Avv. Berardino Giancola
Funzionante Sindaco di Roccaraso