Uno sconcertante guazzabuglio roccolano
I Campionati mondiali juniores di sci Alpino, sono stati assegnati a Roccaraso alla fine del 2008, cioè tre anni e tre mesi prima del prossimo febbraio 2012.
Non so quante migliaia di macchine siano passate sulla variante stradale di Roccaraso, ma una cosa è certa, che i tre ingressi segnati a sud, est e nord mi apparvero subito come i punti di riferimento di una auspicabile e immediata operazione mediatica in merito.
Suggerii di installare al più presto, ai tre ingressi tre totem, in legno lamellare con il logo della manifestazione sportiva, sufficientemente grandi, adeguatamente illuminati per una ottimale veduta notturna e quindi ben visibili agli automobilisti di passaggio. Nulla fu fatto e quelle migliaia di persone che hanno percorso la strada nulla hanno appreso dell’avvenimento che quest’anno è la manifestazione sciistica di maggior rilievo mondiale, dato che non è l’anno delle Olimpiadi e neppure quello dei Campionati maggiori.
Il territorio comunale, durante la scorsa stagione invernale divenne intanto teatro della più devastante pubblicità che sia mai apparsa tra di noi: diversi orripilanti pannelli in ferro furono installati nei punti strategici del paese per propagandare mutande e reggiseni, svendite favolose e vendite stratosferiche di ignobili speculazioni edilizie perpetrate ai danni dell’ambiente, alcune di esse addirittura con il nome di Roccaraso, ma distanti chilometri da qui. Qualcuno insorse per la bruttura e così alcuni pannelli furono smantellati.
Siamo a dicembre 2011 e mancano poco più di due mesi al traguardo dei Mondiali e che succede a Roccaraso? La montagna ha partorito il topolino, ma anche i ratti da 18 metri quadrati che sono tornati devastanti ad infestare l’ambiente reggendosi su un piede, anzi su un piedistallo raffazzonato di ferro e cemento.
Il lupo, diventato nel frattempo simbolo dei Mondiali, è stato ridotto, svilito e sostituito o se si vuole integrato da un mappamondo dal quale scivola la rediviva sciatrice R simbolo sciistico di Roccaraso. Appaiono, quasi fosse l’insalata russa su quel minuscolo totem in legno che li contiene, il topolino.
Insomma, un guazzabuglio di follia pubblicitaria emerge nel momento in cui quel lupo semmai rappresentato allegramente a bocca aperta avrebbe dovuto inghiottire il viaggiatore che entra in paese ed ululargli: non avere paura, sei entrato in un paese “mondiale”. Il viaggiatore, invece, ammesso che abbia il tempo di accorgersi del lillipuziano totem, quando giunge in piazza e vede i pannelli pubblicitari installati sulle pareti della sede dell’organizzazione dei Mondiali è disorientato, non riesce a rendersi conto di quale sia il logo della manifestazione. Soggetti, fregi e colori completamente diversi tra le due installazioni pubblicitarie. Ancora insomma: altro che follia qui stiamo dimostrando ciò che non oso pronunciare, per pietà.
Se un logo deve suscitare nell’immaginario di una persona sensazioni, ricordi, apprezzamento per una località visitata e per una manifestazione importante che la caratterizza, allora siamo stati proprio bravi a centrare l’obiettivo. Una operazione di marketing perfetta.
Affianco o poco lontano dai topolini, poi, sono riapparsi i ratti, che dall’alto della loro maestosa porcheria pubblicizzano nuovamente mutande, calzettoni, svendite colossali e tra poco ammalianti fantasmi di cemento e quant’altro renderà l’ambiente consono a favelas o bidonville della migliore fattura.
Mentre Roccaraso dovrebbe fare dell’eleganza l’immagine migliore, soprattutto in questo periodo che gli occhi del mondo ci sono addosso.
Complimenti!
Il solito Ugo
P.S.
Sono passato davanti a uno di quei minuscoli totem e guardando l'immagine con la R che scia ho notato che la testa dello sciatore, cioè il fiocco di neve è rosso. Non ho mai visto un fiocco di neve rosso. E voi? Insomma: è possibile che bisogna sempre rovinare le cose belle?

"R" originale