Durante le ricerche sulla storia sciistica e turistica di Roccaraso ho sempre desiderato che qualche mio concittadino, preso dall’entusiasmo nel vedere o rivedere immagini di quel tempo, o dal fascino di racconti e documenti che hanno illustrato momenti preziosi e inimmaginabili della vita che si svolse sulle nostre nevi, si fosse affiancato al mio lavoro e, sia pure con altre iniziative, con altre aspirazioni frutto di una propria innata fantasia, avesse apportato altri elementi per completare un quadro ancor più preciso di questa località sciistica antica ormai più di un secolo.

Io l’ho definita “lamiaRoccaraso”, dando perfino questo titolo al sito Web che ho impiantato e che cerco di sostenere per affermare la vitalità di Roccaraso quale località sciistica e turistica di primo piano nell’ambito della montagna italiana. Però è bene chiarire che l’espressione “lamia” non ha il senso di possesso, cioè di un qualcosa che appartiene solo a me. Non è possibile, è da stupidi pensare una cosa del genere. Ma qualcuno me lo ha addebitato, purtroppo. Roccaraso appartiene ad altri 1250 circa miei concittadini. L’ho definita così, proprio perché l’espressione si riferisce che quella che ho raccontata e che di conseguenza mi appartiene solo per via delle ricerche che ho condotto e che mi hanno consentito di rivelarla così dimenticata o sconosciuta, sicuramente affascinante. Avrei voluto estendere quell’espressione a “lanostraRoccaraso”, se solo qualcun altro si fosse affiancato, come ho detto, a renderla più completa, con qualcosa che avesse arricchito la sua dimensione storica e attuale, caratterizzata dalla capacità dei suoi figli di mostrarla come ognuno di loro sa, secondo le proprie intime capacità, che spesso non emergono per paura di mostrarsi agli altri, per paura di essere criticato, per non avere la forza sufficiente a mostrare il proprio amore verso questo paese. Io ho sempre immaginato, sperato che qualcun altro sapesse donare il proprio pensiero, la propria arte, le proprie capacità per dire: Roccaraso è anche questa.
Non avevo sbagliato nel pensare in questo modo e nello sperare che un giorno qualcosa fosse accaduto. E’ accaduto. Si proprio così: due volte con la trasformazione di un fiore, che nasce sui contrafforti più alti che ci circondano, la Pulsatilla, in un gioiello e in un dolce che hanno affermato la capacità creativa di tre abili artigiani, miei concittadini. Ma nei giorni scorsi ho scoperto che un altro roccolano, mite e riservato, maestro di sci, ma anche assiduo frequentatore di sentieri, prati e pizzi panoramici, è abile nel disegnare. è capace di mostrare con brevi e veloci tratti di matita ogni cosa che colpisce la sua fantasia e materializza da par suo quello che per esempio io avrei voluto compiere, per dare forma a qualche idea, a qualche momento di vita vissuto di questo nostro paese. Ma, caro Ugo non è possibile saper fare tutto, Iddio, ha dato ad ognuno di noi capacità diverse ed è giusto che sia così.
Il problema è far emergere questo mondo sommerso, intimamente nascosto, non rivelato perché il mondo che ti circonda spesso si rivela ostile e tiranno. Per superare questa difficoltà, ci vuole molta determinazione e per farla breve, bisogna fregarsene di quelle persone che, non volendo dare un disinteressato contributo alla vita della propria comunità, ostacolano gli altri ad esprimersi seguendo la propria fantasia e le proprie innate capacità.
Non vado altre, altrimenti passo per essere un fottuto e presuntuoso moralista e questo non fa parte del mio carattere, abituato solo a fare e a dimostrare che si può fare tanto, se solo si seguono con coraggio e determinazione la propria attitudine, inclinazione, intuito.
Dico solo che se avessi conosciuto le doti di questa persona, sicuramente avrei inserito nelle mie pubblicazioni i suoi disegni, utili, magari, per illustrare qualche fatto, qualche situazione per la quale non sono riuscito a trovare l’immagine giusta, forse perché non è mai esistita, ma che attraverso un semplice disegno avrebbe trovato nuova vita per dire: questa è “lanostraRoccaraso”.
Bravo Prospero.
 
 
Un bel disegno di Prospero.
 
 

 
 
 
 
Anni '30. Valico della Selletta.
(Ma il disegnatore questa foto non l'ha mai vista)