Non è vero che la ragione è sempre dei fessi.

Io dico che la ragione è anche di coloro che credono nella verità, se la verità è contenuta nella storia della gente, della gente che vive un determinato territorio, della gente che vivendo in un determinato territorio si riconosce in quel territorio attraverso il suo toponimo. E io credo di aver ragione e di non essere un fesso quando affermo di vivere in un luogo che si chiama da sempre “Altopiani Maggiori d’Abruzzo”, che comprende sei altopiani – Cinquemiglia, Aremogna, Prato, Quarto Grande, Quarto di Santa Chiara e Quarto del Barone – dove sorgono i paesi di Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo e Rocca Pia. E per la stessa ragione sono certo di non vivere in un altro luogo, che qualcuno vuole assorba quello in cui io vivo: l’Alto Sangro, che è un’altra cosa e riguarda l’alta valle del fiume Sangro. L’Alto Sangro allarga le sue braccia dalle rive del fiume fino ai confini più estremi dei paesi di Ateleta, Castel di Sangro, Scontrone, Alfedena, Barrea, Villetta Barrea, Civitella Alfedena, Opi e Pescasseroli. In particolare, il territorio di Castel di Sangro si allunga a nord, verso Roccaraso e il confine che divide i due comuni è il limite tra l’Alto Sangro e gli Altopiani Maggiori.
E voglio augurarmi, voglio augurare alla gente degli Altopiani che nessuno osi più dissentire su questa ennesima precisazione, semplicemente: lapalissiana.
Ho voluto riaffermare questo concetto, perchè sono contento che a sua conferma sia arrivato il definitivo riconoscimento da parte della Regione Abruzzo al Tourism Day del 20/22 maggio u.s., quando il Presidente Gianni Chiodi ha illustrato il progetto “Azioni e interventi per lo sviluppo turistico regionale”, contenute nel protocollo d’intesa tra Regione, Parchi e Province, per lo sviluppo turistico integrato del territorio.
Si legge all’immagine n. 8 di PowerPoint: Poli ammessi – Polo Alto Sangro e Altopiani Maggiori.
Quindi non solo Alto Sangro, quale area ammessa a partecipare e beneficiare di detti interventi, ma anche Altopiani Maggiori, come entità territoriale esistente e quindi inconfutabile.
Certamente due territori contigui e affini per vocazione turistica, che spaziano dallo sci alla natura, dai laghi e fiume ai luoghi d’arte ricchi di beni architettonici stupendi. Perciò la necessità che le due realtà ben identificate vengano aiutate affinchè concorrino in maniera integrata, attraverso azioni e interventi coerenti, allo sviluppo turistico dell’intera zona e dell’affermazione dell’identità turistica dell’Abruzzo.
Resta vivo il monito sostenuto da eminenti personalità che hanno illustrato al Tourism Day le tendenze e le aspettative dell’attuale attività turistica regionale, dove in maniera imprescindibile è emersa la salvaguardia dell’ambiente, perché in Abruzzo la montagna deve essere il più possibile accogliente. Io ho ascoltato con molta attenzione quelle parole ed ho avuto la conferma, tutta, che l’attività di ospitalità ha il peggior nemico nelle case chiuse, nei fantasmi che evocano all’ospite i filari di fabbricati che da poco hanno lasciato nei luoghi di provenienza e dai quali sono fuggiti, almeno per qualche giorno di serenità.
Quindi, se anche la Regione Abruzzo attraverso il documento Master Plan ci ha riconosciuto entità territoriale individuata come Altopiani Maggiori d’Abruzzo, è arrivato il momento che gli abitanti di Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo e Rocca Pia incomincino a pensare di rilanciare l’attività turistica all’insegna di un organismo che abbia la capacità di aggregare e fondere in un unico intento ogni iniziativa che si ritenga opportuna a favorire la ripresa economica dell’ospitalità.
Auspico che ogni forma di pubblicità privata, pubblica e di ogni manifestazione che si svolgerà nei nostri paesi, sia propagandata (e uso questo termine ricorrente nelle pubblicazioni storiche del nostro turismo e al quale sono affezionato) all’insegna del logo: “Altopiani Maggiori d’Abruzzo”.
I giovani di Roccaraso, che sono stati chiamati ad amministrare questo paese, incomincino al più presto a trovare corrispondenza di interessi nei giovani degli altri tre paesi e intraprendano senza ombra di dubbio ogni iniziativa che porti a soddisfare quella domanda di accoglienza qualificata, tanto sostenuta da chi ci frequenta abitualmente e da chi per la prima volta ha avuto o avrà modo di conoscerci.
Un paio di anni fa ho ospitato un saltatore con gli sci che gareggiò nel passato sul nostro trampolino e la cui moglie è stata sindaco di Ponte di Legno. Mi disse la signora Giuliana: vivete in un luogo stupendo, perché non sono stupende solo le Alpi, sono affascinanti anche questi altopiani, in questi giorni mi si è aperto il cuore, chiuso ogni giorno in una stretta valle alpina. E aggiunse: Ugo, mi raccomando, adoperati affinchè questi luoghi non vengano deturpati, non andate oltre con le brutture che vedo. Ne va di mezzo il futuro dei vostri figli.