E Roccaraso dove va? Anzi, dove vanno gli Altopiani Maggiori?
Il turismo invernale è mordi e fuggi – Più rare le settimane bianche
da: Il sole 24 ore del 26 ottobre 2010
Un turismo sulla neve che, secondo i primi dati, quest’anno si presenta con una serie di alti e bassi. Secondo una ricerca Jfc, infatti, i primi indicatori a disposizione segnalano per il prossimo periodo di Natale e Capodanno, tradizionalmente uno dei momenti “clou” per gli amanti dello sci, un incremento complessivo del fatturato che dovrebbe aggirarsi intorno al 3%.
Tuttavia, questo lieve aumento si confronta con una situazione molto difficile nelle settimane successiva alle festività natalizie, tanto che complessivamente la stagione invernale 2010-2011, per quanto riguarrda il tirismo derivato dal “sistema neve”, dovrebbe presentare un calo del fatturato variabile tra i 4,5 e i 6 punti percentuali,con notevole differenze tra destinazione e destinazione e, soprattutto,con ancora più ampie diversità tra strutture e strutture della stessa destinazione.
Anche quest’anno, in ogni caso, l’intero comparto della montagna invernale a livello nazionale si dimostra una componente importante del turismo italiano: il fatturato complessivo – che comprende, oltre alla ricettività alberghiera, anche gli impianti di risalita, il noleggio delle atrezzature, la ristorazione, ecc. – rappresenta l’11,7% rispetto all’intero turismo italiano.
Settimane bianche che però, quest’anno, sono meno gettonate rispetto a vacanze più brevi, che comprendono il classico fine settimana o un “break” di pochi giorni. Per Massimo Ferruzzi, ad di Jfc, società autrice della ricerca, in ogni caso “la montagna bianca è una scelta importante per le vacanze invernali di noi italiani. A un totale di 3.480.000 sciatori, quest’anno si aggiungeranno altre 320.000 persone che frequentano la montagna innevata pur senza praticare lo sci.
“Il trend in atto – conferma appunto Ferruzzi – è la continua diminuzione delle settimane bianche, che non sono flessibili dal punto di vista dei tempi e per questo rispondono poco alle esigenze dei consumatori. Sono invece in aumento i fine settimana e gli “short break”, vacanze di pochi giorni. Questo è testimoniato anche dai prezzi: mentre il costo di una settimana bianca è rimasto pressochè invariato, short break e fine settimana hanno avuto consistenti aumenti, che vanno dal 4 al 12%. Infatti, è da notare – conclude Ferruzzi, come per la prima volta la permanenza media dei turisti scenda sotto le cinque notti”.
Il turismo bianco è il protagonista a Modena della 17ma edizione di Skipass, il salone del turismo e degli sport invernali, in programma dal 29 ottobre al primo novembre.

100 anni di sci non bastano, ci vuole altro.
Roccaraso precursore delle analisi riportate nell’articolo del giornale?
No. Qui tutto accade da un po’ di anni per ragioni diverse, quali: l’assenza di un’adeguata azione promozionale dell’offerta turistica, con particolare riguardo al consistente bacino d’utenza di Roma; l’incapacità degli operatori economici di coordinare la loro attività; la carenza di servizi e attività complementari alla pratica dello sci; il numero ridotto di strutture alberghiere e l’inutile e dannosa consistenza di seconde case, peraltro in costante sconsiderato aumento; la presenza di strutture alberghiere inadeguate funzionalmente ed esteticamente alle moderne esigenze del turista; l’assenza di strutture alternative extra alberghiere per l’affitto di periodi brevi; l’inesistenza di una sinergia con l’aeroporto di Pescara per favorire flussi turistici dalle isole e dall’estero.
Inoltre, non è possibile concepire un Piano Regolatore senza averlo fatto precedere da uno studio economico del territorio, condotto da professionisti esperti. E’ sufficiente guardare alla nuova disciplina edilizia deliberata da regioni all’avanguardia nell’attività di ospitalità del turismo montano, quali il Trentino e l’Alto Adige, per comprendere quanto sia negativo lo sviluppo di ospitalità basato sulle cosiddette seconde case e prendere esempio su come disciplinare in maniera corretta e attuale il territorio. Abbiamo svilito e reso inospitale l’ambiente che ci circonda e continuiamo imperterriti su questa strada. E' anche per questa ragione di non poco conto che i cambiamenti strutturali e la sofferenza oggi registrati dal turismo “bianco” italiano, a Roccaraso rendono le cose ancor più problematiche, nonostante questa località possegga uno dei comprensori sciistici tra i primi in Italia.
Credo sia arrivato inesorabilmente il momento in cui anche le altre due località turistiche degli Altopiani Maggiori, Rivisondoli e Pescocostanzo, comprendano, finalmente, quanto sia urgente e indispensabile unire le forze per un obiettivo comune. Non è possibile essersi dotati di un piano marketing e di non averlo attuato, è da crimiminali un simile atteggiamento. Non sarà di certo la panacea di tutti i mali, ma è pure un modo per uscire dall'inutile apatia in cui langue ogni cosa. E poi, dotiamoci finalmente di un direttore di stazione, investiamo in un esperto capace di condurci verso rinnovati e moderni obiettivi, affiancandogli qualcuno del luogo che possa fare esperienza e un domani sostituirlo alla guida dell'attività di ospitalità.

Minnesota, Halloween 2008. Due anni fa ero lì.