La Pulsatilla è fiorita alla 40^ edizione della Mostra dell'artigianato di Guardiagrele
Si, proprio così. La Pulsatilla, simbolo di Roccaraso è fiorita all’ingresso della sezione di oreficeria della mostra. Le Pulsatille d’oro, esposte dall’orafo roccolano Franco Coccopalmeri, sono lì nelle tre dimensioni in cui è prodotto il gioiello. E’ un gioiello giovane, inventato durante la stagione invernale per celebrare i 100 anni di sci di Roccaraso e adesso sta assumendo una forma ancora più preziosa, quella con piccoli diamanti incastonati sui suoi petali. E’ già bello così, ma io che sto seguendo la sua evoluzione ancora più preziosa, posso assicurarvi che Franco sta esaltando mirabilmente la sua maestria artigianale. Bravo, anzi bravissimo.
Sono andato a Guardiagrele con Chiara, mia moglie, e ho fotografato le Pulsatille. Le sovrasta la bella immagine del fiore che fa percepire immediatamente al visitatore la riuscita e preziosa trasformazione in oro. Davanti a loro è posto un piccolo cartello sul quale è riportato il breve testo che ho scritto per la garanzia e che recita così:
La Pulsatilla è uno splendido fiore che a Primavera sboccia sulle nostre montagne intorno ai 1900 metri.
In occasione dei primi 100 anni di sci di Roccaraso è diventata il suo simbolo e Franco Coccopalmeri l’ha trasformata in un prezioso gioiello in oro bianco e giallo, così come sono i petali e il fitto bottone di pistilli che la compongono.
Donare la Pulsatilla alla persona amata rinnova e rinvigorisce l’amore, come la primavera ogni anno rinnova e perpetua la vita della natura. Questo è l’augurio che Roccaraso vi auspica.
Al loro fianco sul leggio c’è il mio libro del centenario dello sci, che poggia su un piccolo drappo bianco, sul quale è riprodotta la Pulsatilla che reca sui petali le immagini più significative della storia turistica e sciistica di Roccaraso, dipinte dal fumo della vaporiera e raccontata brevemente dalle mie parole.
Le hostess mi hanno riferito che è uno degli oggetti più ammirati, forse il più ammirato e suscita interesse per la sua origine, per la bella storia raccontata e per il significato che io e Franco abbiamo voluto attribuirgli.
Insomma Roccaraso l'abbiamo presentata proprio bene. E siamo felici di esserci riusciti.
Uscendo dalla mostra è stato inevitabile acquistare le “sise delle monache”, il dolce caratteristico di quella bella cittadina abruzzese ai piedi della Maiella. Alla tradizionale pasticceria Di Lullo, ne abbiamo ordinate la bellezza di 25, raccolte a gruppi a seconda degli amici e parenti a cui regalarle. Abbiamo aspettato un po’ per averle nelle confezioni richieste, ma ne è valsa la pena, sono squisite.





