
Dopo aver esternato alcune piccole riflessioni in maniera provocatoria su facebook, sono stato chiamato a scrivere su questa home page non solo di storie antiche, interessanti e apprezzate, ma in maniera più esaustiva e convincente anche di qualcosa che ravvivasse l’interesse e l’impegno verso questo paese, così come io stesso cerco di fare, e a convincere i giovani di non temere delle loro idee, ma di professarle in maniera concreta e positiva. Ecco, lo faccio, a modo mio, senza nascondermi dietro un dito e con l'invito a loro, tutti, a cercare di comportarsi di conseguenza. Tra l'altro alcune frasi pronunciate da persone importanti le ho trascritte qua e la su questo sito proprio per stimolare la riflessione dei lettori, soprattutto dei giovani lettori.
Negli ultimi tempi si sta intensificando su facebook una rete di constatazioni, di provocazioni, di riflessioni, di suggerimenti, su questo benedetto paese che si chiama Roccaraso. Ciò è estremamente positivo perché finalmente i suoi giovani incominciano a mettere in relazione i loro pensieri su di esso. Però.
Si c’è un però e voglio partire dal flash che appare in sequenza qui su in alto: “…ma tu cos’hai fatto di concreto e positivo per la “tuaRoccaraso”? per specificare, mi deve essere consentito, l’inutilità di facebook quando viene usato solo ed esclusivamente per mettere sulla graticola uomini, atti e situazioni che riguardano Roccaraso, solo per provocare una sterile e inutile discussione, fine a se stessa e che non provoca nessun risultato in termini di impegno e di contributi alla risoluzione delle varie problematiche. Mi spiego meglio tornando alla frase in inciso.
Questo paese ha bisogno di gente che si impegni per il suo bene per il suo rilancio, c’è bisogno di fantasia, di proposizione di ogni cosa utile affinchè Roccaraso possa tornare “grande”. C’è bisogno di atti coraggiosi, di prese di posizione che consentano di assumere provvedimenti nuovi, radicali, anche impopolari, che sconvolgano consolidati e sterili privilegi, che coinvolgano ognuno di noi in termini di impegno a sostenerli, anche a criticarli, ma a far si che Roccaraso sia rivoltata come un calzino. Ecco, questo paese ha bisogno di uscire dallo stallo, dalla consunta consuetudine, dall’apatia, dall’aspettare solo per criticare ciò che qualcuno pure riesce a fare, sbagliando a volte, ma almeno positivo in termini di assunzione di atti e di fatti.
In sintesi, è ora di uscire fuori allo scoperto, facebook non basta, va bene per scambiarsi frasi del cavolo, a volte, ma anche frasi serie e veritiere, spesso. Non è sufficiente segnalare i problemi, bisogna dire come fare per risolverli e se necessario incominciare a risolverli o a contribuire insieme con gli altri a farlo.
E’ arrivata l’ora che ognuno di voi incominci a fare ciò che sa fare, secondo le proprie aspirazioni e capacità, con forza, impegno e coraggio. Se ognuno riesce a fare qualcosa di concreto e positivo per questo paese e ciò va sommato a tutto quello che gli altri apportano con le proprie aspirazioni e capacità, solo allora potrete dire che sarete andati oltre facebook, altrimenti continuerete a contribuire che Roccaraso resti su posizioni di retroguardia, resti nelle inutili parole di facebook. Il turista che ci frequenta ci vuole “finalmente” attivi, accoglienti, con nuove strutture, iniziative e organizzazione che gli consentano di poter dire quando torna a casa: “Sono stato a Roccaraso. Vai a Roccaraso!”
Quelli che tra voi sono più coraggiosi e intraprendenti devono assumersi anche la responsabilità di coinvolgere gli altri giovani, quelli che sono un po’ timidi ed aiutarli a venire fuori allo scoperto. Io sono certo che in ognuno di loro esistono risorse impensabili, che si rivelerebbero estremamente utili alla nostra terra se solo gli si consentisse di aprirsi e di partecipare senza timore e senza pudore alla vita di questa Comunità.
Quando mi sono incamminato nella ricerca e nella pubblicazione di una parte della storia di questo paese, quella più recente e legata all’attuale attività economica prevalente, l’ho fatto con lo spirito di fare e di dare qualcosa al mio paese. Io, che per evidenti ragioni non posso partecipare alla sua vita politica attiva, ho voluto così contribuire, con impegno, sacrificio, offerta del mio tempo libero affinchè Roccaraso avesse un’anima, ho ritenuto di dover dimostrare che Roccaraso ha avuto un passato e una storia importante e sono certo di esserci riuscito visto i riscontri e gli apprezzamenti che ancora oggi ricevo da ogni parte. Ma dovete sapere che l’ho fatto senza guadagnarci un centesimo, non ho voluto produrre pubblicazioni per metterle in vendita, ciò non mi è mai interessato, lo spirito è stato esclusivamente di servizio verso il mio paese. Certo, non ho speso un centesimo per la stampa dei libri, ma dovreste sapere quanto ci ho rimesso di tasca mia per viaggi e quant’altro è stato necessario per scovare tutto ciò che mai avrei immaginato di trovare. L’ho scritto nella prefazione dell’ultimo libro: Audaces fortuna iuvat! E credetemi, non c’è soddisfazione più grande di essere apprezzati per ciò che una persona è riuscita a produrre. Spesso mi hanno detto: "lo hai fatto e scritto con il cuore; sprizza da ogni frase". A me è bastato questo e ne sono felice.
So cosa significa uscire allo scoperto, mostrare il proprio lavoro, esprimere in pubblico le proprie idee e illustrare ciò che si è fatto, ci vuole coraggio, ma il coraggio scaturisce dall’attaccamento che si produce al proprio lavoro, se è serio, finalizzato al bene e al piacere degli altri. Quindi uscite allo scoperto, assumetevi le vostre responsabilità, tirate fuori ciò che sentite di avere dentro, sviluppate ciò che sapete fare, impegnatevi concretamente e positivamente senza pensare agli altri, ma solo al vostro paese ed immaginate nel contempo che anche gli altri stiano facendo qualcosa, poi vi incontrerete, ci incontreremo, tutti, e incominceremo a collaborare, a lavorare insieme, a progettare con le idee di tutti, state certi, non litigheremo più, perché ognuno di noi, senza timore dimostrerà di aver già fatto qualcosa, ma si renderà conto che anche gli altri come lui avranno già fatto qualcosa.
Alla luce di quanto evidenziato voglio riaffermare ancora la mia profonda delusione e amarezza per la disattenzione, l’apatia e l'indifferenza riservata da questa Comunità a quello che sta per diventare un traguardo importante, un traguardo che altre località benevolmente ci invidiano, quello di aver raggiunto 100 anni di sci. Io non solo ho dimostrato la loro origine, non solo ho cercato in ogni modo di renderli solenni affinchè Roccaraso li portasse come fiore all’occhiello della sua immagine sciistica e turistica, ma ho anche promosso iniziative alle varie componenti civili: niente; dall’albergatore all’impiantista, dal commerciante all’impiegato, dai giovani a tutti, nessuno ha intrapreso una iniziativa, nessuno ha dato il suo contributo affinchè questo evento assumesse anche il punto di riferimento di un impegno comune, di quella collaborazione tanto invocata anche dai giovani su facebook, niente di niente. Devo solo dare atto al Sindaco, almeno lui, di averci creduto e di aver messo in opera alcune iniziative in merito. Ma non basta. Non basta quando un'intera Comunità non crede in se stessa.
Permettete un'affermazione che nella mia mente non c’è, ma che esce spontanea: vergogna!
E allora: forza giovani di Roccaraso, alzate le chiappe da quella sedia di comodo davanti al computer, incominciate a seminare e vedrete quale raccolto arriverà. Questo paese può diventare un gioiellino, se solo voi alzerete la testa e vi rimboccherete le maniche. Impegnatevi anche a convincere a cambiare strada a chi opera in maniera maldestra dietro le quinte per mantenere questo stato di fatto, per affermare il proprio potere. Fategli capire che è un perdente, che deve abbandonare la maldicenza e si deve affiancare allo scoperto a tutti gli altri e deve contribuire anch’esso, con le genuine idee che possiede, al bene del proprio paese, che non deve fare solo ciò che gli conviene. Solo dopo aver dimostrato le proprie capacità, le proprie competenze, il proprio sforzo disinteressato per il bene di questa Comunità, potrà aspirare senz’altro a guidarla.
Perdonatemi se sono salito in cattedra. Sono stato chiamato a farlo e l’ho fatto umilmente; non desidero affatto svolgere il ruolo del professore, non lo sono, non mi compete, ma avverto pressante la necessità della vostra presenza fattiva nella vita di questa Comunità. Il futuro di questo paese è e deve essere nelle vostre mani e voi non potete tirarvi indietro, altrimenti Roccaraso passerà nelle mani di altri, di gente alla quale non appartiene, che la spremerà come un limone e poi fuggirà.
“Roccaraso ai roccolani e guai chi ce la tocca!”
Ma muovetevi, siete in ritardo, cazzo se lo siete! Sveglia! Tutti insieme!
Che l’anno del centenario possa diventare l’anno del riscatto, l’anno della “nuova Roccaraso”, l’anno della nostraRoccaraso.
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Auguri! Auguri a tutti. Ugo
