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la Domenica d'Abruzzo - settimanale di attualita', cultura, costume e altro - Direttore Antonio Del Giudice
sabato 7 gennaio 2012
Il mondo a Roccaraso per i campionati giovanili
Quest’inverno a Roccaraso la neve non è bianca, infatti sta assumendo le sfumature dei colori dello sci mondiale. I colori diventeranno definitivamente saturi a fine febbraio, quando sulle piste dell’Aremogna e di Montepratello mille e mille solchi azzurri, rossi, gialli, verdi e neri verranno tracciati dagli atleti juniores dello sci Alpino per contendersi, tra le curve più o meno strette degli slalom e quelle più ampie della velocità, i titoli mondiali maschili e femminili.
Il 2012 è l’anno in cui non si svolgono le Olimpiadi e i Campionati maggiori, per cui gli Altopiani Maggiori d’Abruzzo si troveranno al centro dell’attenzione mondiale dello sci e Roccaraso e Rivisondoli coroneranno il sogno dell’organizzazione di un evento straordinario, che vuole spostare l’obiettivo più avanti, verso l’assegnazione di una competizione sciistica di profilo ancora più alto. Lo sci apparve su queste montagne nel lontano febbraio del 1910 e da allora quattro sono stati gli anni che hanno caratterizzato un percorso agonistico di assoluto rilievo.
E’ il 1928, quando Roccaraso ospita il nono Campionato delle Valli d’Italia, ospite d'onore la principessa Giovanna di Savoia. Si tratta di una dura gara di sci di fondo. Il resoconto riportato in un bollettino del Club Alpino Italiano rivela quale fosse l’accoglienza per atleti e tifosi. La piccola ma operosa Roccaraso offre ospitalità a più di 300 persone. E’ un inverno caratterizzato dallo “scarso innevamento”, ma si ignorano i confronti su cui si basa questo dato generico. Per gli atleti della Valligiani il campo di gara è una dura salita verso l’Aremogna, prima di un tratto di falsopiano e della discesa di ritorno verso il Piano delle Cinquemiglia, per giungere con un ulteriore “strappo” verso il traguardo in paese, posto sotto il trampolino di salto. L’avvenimento organizzato dalla Gazzetta dello Sport fu definito sulle pagine del giornale “il giusto premio assegnato all’entusiasmo di quei montanari che tanto generosamente si erano prodigati per la diffusione dello sci nell’Italia centrale”. Quindi, dopo meno di venti anni dalle prime tracce con gli sci, compresa la sosta della Guerra Mondiale, Roccaraso era già balzata agli onori della cronaca sciistica per le innumerevoli competizioni che già si erano organizzate, non di minore importanza erano quelle che si svolgevano sul trampolino di salto “Roma”, costruito in sinergia tra lo Sci club Roma e lo Sci club Roccaraso nato nel 1922.Non si andò molto lontano e nel 1931 la Federazione Italiana dello Sci organizza i primi
Campionati italiani assoluti di sci Alpino; quelli maschili furono assegnati a Cortina d’Ampezzo e quelli femminili a Roccaraso. Sulla pista del Colle Belisario, affianco al trampolino di salto, si svolse la discesa libera e su una pista ora abbandonata, tracciata sulla montagna di fronte, si gareggiò per lo slalom; da quel momento la pista fu dotata dell’impianto di illuminazione per sciare di notte e raggiunto il traguardo si arrivava direttamente negli alberghi posti lungo il viale principale. L’altoatesina Paola Wiesinger vinse la discesa libera, lo slalom e la combinata. Racconta l’Annuario dello sci italiano che la sciatrice giunse a Roccaraso convinta di dover partecipare a gare di fondo, ma non avendo portato con se gli sci da discesa ne ricevette un paio lunghi due metri e venti, mentre lei superava di poco il metro e sessanta. Giungiamo al 1994, quando tornano i Campionati italiani assoluti, assegnati allo Sci club EUR che qui li organizza e questa volta sono maschili e femminili. Roccaraso in quei giorni fu invasa da mille e mille tifosi di Alberto Tomba e Debora Compagnoni. Era la fine di marzo, quando il sole inesorabile lancia i suoi raggi per sciogliere la neve e far si che la Pulsatilla, il fiore simbolo di Roccaraso, possa timidamente affacciarsi sul muro della pista Azzurra dell’Aremogna e poi sulle cime più alte. Quell’anno in quota era caduta molta neve e così Enzo Sima, di Piancavallo, uno specialista nella preparazione delle piste, attuò un massiccio rimescolamento della neve con soluzioni chimiche che la indurirono al punto tale che si gareggiò su un manto nevoso tipico delle giornate invernali più fredde. Roccaraso e quelli dello Sci club EUR ricevettero il plauso della Federazione italiana dello sci, che restò sorpresa per l’impeccabile organizzazione. Marzo 2005: Roccaraso e Rivisondoli si presentano all’Europa mostrando le piste di gara innevate come poche volte accade in quel periodo. Gli austriaci, più degli altri, restano sorpresi per tanta neve, non immaginavano di trovarne più che a casa loro e soprattutto ben preparata su piste all’altezza della competizione internazionale. E’ la Finale di Coppa Europa che apre le porte ai Campionati mondiali juniores. Roccaraso e Rivisondoli entrano definitivamente nel novero dello sci che conta.Mancano due mesi ai Mondiali che si svolgeranno per dieci giorni a partire dal 29 febbraio e fervono i preparativi per ospitare 54 nazioni partecipanti e tra queste Israele, Libano e Iran. Saranno 500 gli atleti che si contenderanno le medaglie delle varie discipline e 200 gli accompagnatori, tra allenatori, skiman e addetti ai servizi ausiliari. Le piste di gara: la Lupo dell’Aremogna, per gli slalom gigante; la Gran Pista di Pizzalto, per gli slalom e i parallelo; la Direttissima di Montepratello, per le discipline veloci, super G e discesa libera, sono state adeguate alle ultime normative internazionali e hanno superato il collaudo definitivo dei tecnici della Federazione internazionale dello sci.
Il volto di un lupo è il logo della manifestazione, che incomincia ad apparire in ogni angolo dei due paesi e sulle strade che conducono sugli Altopiani. Un giovane orafo di Roccaraso lo ha coniato nell’oro per crearne una spilla da offrire ai massimi rappresentanti dello sci, della politica e dei media che assisteranno alle competizioni. La pluricampionessa dello sci di fondo e membro della Federazione internazionale dello sci, Manuela Di Centa, sarà la rappresentante ufficiale della massima istituzione sciistica.
L’organizzazione è stata affidata a due tecnici di indiscusse capacità. Giulio Rossi il direttore generale, ormai di casa a Roccaraso per l’organizzazione di molte edizioni della Carving Cup, è un milanese tutto sport, infatti è impegnato anche nell’organizzazione delle Olimpiadi brasiliane;
Valerio Ghirardi, ex allenatore delle atlete nazionali di sci, tra cui Debora Compagnoni e Isolde Kostner, è il responsabile delle piste e di tutto ciò che riguarda la competizione da un punto di vista strettamente agonistico. Saranno impegnati circa 430 uomini, tra preparatori delle piste, addetti alle gare, forze dell’ordine e servizio sanitario che avrà a disposizione tre elicotteri per ogni evenienza.Insomma, una bella storia centenaria che si impreziosisce della terza manifestazione sciistica mondiale in ordine di importanza, che quest’anno viene organizzata nella località sciistica più a sud dell’Europa.
E’ proprio il caso di affermare: In bocca al lupo Altopiani Maggiori d’Abruzzo!
Ugo Del Castello
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![]() Montepratello. A sinistra la Direttissima, pista delle discipline veloci.
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