Il primo slalom gigante d'Italia
Renato Valle negli anni ’30 ritagliò da un quotidiano l’articolo che segue, tralasciando però sia la data che il nome del quotidiano. A maggio del 2002 sono stato a Cortina d’Ampezzo, ospite del figlio Giovanni, che mi ha regalato una copia. Nella casa sua ampezzana in località Gilardon, al primo piano, viveva la moglie di
Ferdinando, l’altro fratello Valle, che a Roccaraso sciò insieme a Paolo Pompanin. Tutti e tre, maestri di sci, in collaborazione con lo Sci Club Roccaraso aprirono e diressero a Roccaraso la “Scuola Tecnica di Sci”, l’unica in Italia riconosciuta allora dalla F.I.S. (Federazione Italiana dello Sci), come risulta dalla didascalia scritta sotto una fotografia pubblicata nel Corriere della Sera del 22.3.1933.
NEVE SPORT – n 14. Ottobre 1983.
Intervista a Renato Valle
C’era un uomo che si chiamava Renato. E se andiamo a guardare gli albi d’oro dei Campionati Italiani di sci scopriamo che vinse il titolo di slalom e di combinata nel ’33, a Cortina. Erano i primi Campionati di sci alpino, visto che il primo di tutti fu disputato nel 1931, sempre a Cortina. E quindi quell’uomo – Renato Valle – fu pioniere. E’ facile dire Zeno Colò ed è facile dire Gustavo Thoni. Dovrebbe essere ugualmente facile dire Renato Valle. Fu un grande campione.
Nato a Cortina d’Ampezzo il 6 ottobre 1912 – quindi oggi ha la bella età di settantuno anni che porta benissimo, direi con disinvoltura, come se di lui avessero un peso lieve – ha cominciato a sciare a cinque anni con attrezzi costruiti dal padre che aveva una falegnameria. A nove anni faceva gare di fondo ed era sempre tra i primi. Continuò col fondo fino a diciassette-diciotto anni, quando rimase folgorato dallo sci alpino, come Saulo di Tarso sulla via di Damasco. Nel ’30 cominciò a fare gare di discesa assieme al fratello Ferdinando, maggiore di sei anni e morto vent’anni fa, e a scrivere pagine importanti nella storia dello sci.
Renato Valle, a destra con un elegante cappello, assiste gli atleti di una gara a Roccaraso.
Renato racconta una cosa curiosa, che lo sci alpino italiano ebbe culla nel Meridione, per l’esattezza a Roccaraso. La prima discesa e il primo slalom furono organizzati dallo “Sci 18” proprio a Roccaraso. Quelli dello “Sci 18” avevano visto il Kandahar e gli era entrato nel sangue. Renato Valle è categorico nell’assegnare a Roccaraso il prezioso riconoscimento. E d’altronde la più completa storia dello sci italiano, quella del generale Francesco Vida, non mi pare che chiarisca il dubbio. Si faceva fondo un po’ dappertutto e con molta passione. Lo sci alpino veniva, al massimo, abbinato in combinata appunto col fondo. Dunque nel 1930 Cortina andò al Sud. Questa storia pone quindi all’attenzione degli appassionati due considerazioni importanti e curiose: oggi il più popolare degli sport invernali è lo sci alpino, allora era il fondo; oggi si fa sci alpino soprattutto al Nord, allora le gare più importanti si facevano al Meridione.
Ma il Nord strappò quasi subito il timone al Sud. Nel 1931, primi campionati di sci alpino. Severino Menardi vinse la discesa libera in 4’30” davanti a Renato Valle (4’32”) e a Sisto Gilarduzzi (4’41”). Il titolo di slalom – su una sola manche – fu vinto ugualmente da Menardi in 2’18” davanti a Ferdinando Valle (2’25”) L’anno dopo, ancora a Cortina, Ferdinando Valle vinse tutto: discesa, slalom e combinata. La discesa fu terribile, visto che durò qualcosa come 6’28”7. Renato fu secondo in discesa e in combinata. Nel ’32 prima trasferta all’estero per il quinto Kandahar. “Quello era uno sci avventuroso: si faticava per avere il passaporto, c’erano grossi problemi per esplorare le piste.”
I due fratelli erano autentici pionieri ed esploratori del meraviglioso mondo nascente. Frequentavano Sankt Anton per capire cosa vi si faceva e come. Nel ’31 Ferdinando fondò una scuola di sci, la prima autorizzata dalla Federazione Italiana dello Sci, a Roccaraso. Il Meridione ancora in prima linea anche con l’aiuto della gente del Nord.