dal libro di Ugo Del Castello – 2007:  Nevi e skiatori d’altri tempi a Roccaraso

 Il nuovo parroco di Roccaraso, Don Edmondo de Panfilis, arrivato da Pettorano sul Gizio nel 1946, contribuì in modo determinante nell’opera di ricostruzione di ogni attività, soprattutto spirituale, ma anche economica, che per Roccaraso si sintetizzava in quella turistica, incentivata e sostenuta da quella sportiva e sciistica in particolare. Già alla fine degli anni ’40, con le macerie che rendevano spettrale anche il candido paesaggio invernale, i primi atleti rincominciarono ad ansimare nelle gare di fondo sui piani e nelle valli che ci circondano e quelli dello sci alpino solcarono con curve moderne e nuove velocità i pendii memori delle imprese sciistiche di un tempo. Anche i due trampolini tornarono ad essere i protagonisti di una nuova e vitale attività agonistica, ma ben presto si capì che dovevano essere rimodernati. Si doveva saltare più lontano e così nel 1953 il “dente” del trampolino grande fu spostato più in alto e la pista fu rimodellata notevolmente. I primi salti delle gare che si effettuarono nell’inverno del 1954 superarono i 75 metri e segnarono l’inizio della nuova stagione agonistica. Tutta l’attività organizzativa pian piano fece capo a Don Edmondo, che ben presto divenne il presidente dello Sci club Roccaraso. Gli atleti, gli allenatori, le società concorrenti e la Fisi apprezzarono molto le sue indiscusse capacità ed egli non fece mancare anche il sostegno spirituale a quegli atleti che gli chiedevano un improvviso conforto.
Il saltatore Agostino De Zordo mi ha raccontato che nel 1959 la nazionale italiana di salto con gli sci fu ospite a Roccaraso per un periodo di allenamento e l’avvenimento fu favorito non solo dall’ottima ospitalità assicurata dal paese nel corso di precedenti competizioni e per la validità dell’impianto, ma anche per l’abilità di coinvolgimento delle istituzioni sportive da parte del giovane parroco roccolano. Do Edmondo soddisfatto e non dimenticando il suo principale compito, invitò l’intera rappresentativa nazionale alla messa della domenica delle nove e mezza, che per tradizione si svolgeva e si svolge ancora nella chiesa di San Rocco. All’omelia il parroco volle salutare e ringraziare gli atleti e gli accompagnatori, ma un attimo di commozione soffocò le sue parole e alcune lacrime scesero sul suo volto. Dovette fermarsi per asciugare gli occhi e mentre compiva quel gesto gli atleti si alzarono e batterono le mani per affermare definitivamente tutte le sue capacità.
Successivamente la Fisi conferì a Don Edmondo De Panfilis la Stella d’oro al merito sportivo.
Un episodio segnò successivamente la sua presidenza dello Sci club. Infatti, agli inizi degli anni ’60 lo Sci club Roccaraso è “addirittura” cessato di esistere a causa di diversi dissapori che si crearono tra la sua dirigenza, dotata di notevole intraprendenza e di una visione più moderna dell’attività agonistica, e quella del Comitato zonale della Fisi. Il club roccolano abbandonò per alcuni anni il Comitato Appennino Orientale, si affiliò al Comitato Appennino Meridionale e obbligato dalle norme federali cambiò il nome in “R22”. E’ questa la ragione per cui lo Sci club Roccaraso, nell’elenco delle società affiliate alla Fisi, risulta nato nell’anno 1970, quando riassunse il suo nome originario e tornò nel Comitato Abruzzese per soddisfare soprattutto l’interessamento di eminenti personalità regionali. Lo Sci club Roccaraso era nato nel 1922.