Non definitemi un fottuto “fissato”, ma solamente uno che vuole bene a questa terra.
 
La mia idea intorno ad una importante manifestazione sportiva, quale può essere per l’occasione il Campionato Mondiale juniores di sci Alpino del 2012, è che detta manifestazione non può essere fine a se stessa, non può essere solo un evento sportivo, deve essere anche un evento mediatico di diffusione dell’immagine della località o meglio, delle località che la ospitano e nel nostro caso quale occasione migliore per affermare ulteriormente gli Altopiani Maggiori d’Abruzzo.
I luoghi che saranno teatro degli avvenimenti agonistici hanno una storia, una storia importante costruita dagli uomini e arricchita da una serie di fatti che hanno caratterizzato quegli stessi luoghi, elevandoli al ricordo e al rispetto di chi ripercorre valli e altopiani, “cucchiai”, muri e compressioni: le piste di gara, segnate dagli sciatori con mille e mille solchi paralleli, tra mille e mille buchi avvitati dai pali, da mille e mille curve, salti e bip scanditi dai cronometri, da mille e mille coppe elevate al cielo in segno di vittoria.
Questo è lo scenario agonistico che conosciamo, che unito a quello meno impegnativo, ma forse più affettuoso ai luoghi attraversati dagli sciatori cosiddetti turisti, costituisce l’espressione dell’impegno, della passione, del desiderio di dare un senso e un valore economico alle montagne addormentate d’inverno nel candido manto nevoso.
Ecco, Montepratello, una delle cinque località, distinte e collegate in un unico comprensorio sciistico, creata dall’idea del notaio Felice Piccinni di Napoli e oggi passata a rinnovato impegno della società Sifatt, della vicina Aremogna, vide dirigerla un uomo della neve venuto dal nord, un campione dello sci, della velocità, delle virate a sci paralleli, del colore dell’abbigliamento per la neve: il grande Leo Gasperl.
“Leo”, così lo chiamavano tutti, volato un po’ di anni fa tra le nevi perenni dell’altro mondo, non può essere dimenticato, deve restare ben impresso nella mente di chi lo ha conosciuto e di chi, sciando su quella pista lo conoscerà e non lo dimenticherà, perché solcando quella neve sentirà entrare nel suo spirito il profumo della sua neve antica e colorata, dei suoi solchi veloci incurvati e paralleli.
Per questa ragione ho voluto scrivere la lettera che segue e mi auguro che ciò che propongo, il desiderio che esprimo, diventi realtà e che a questa iniziativa altre ne seguano, di tono diverso, ma tutte volte ad arricchire una manifestazione che renderà “mondiali” le nostre montagne, le nostre nevi e così facendo i nostri Altopiani diventeranno un punto di riferimento sempre più qualificato per l’universo dello sci e del turismo.
Voglio augurare a tutti gli abitanti di Roccaraso, Pescocostanzo, Rivisondoli e Rocca Pia quell’unione di intenti necessaria a far sì che i nostri figli restino nella loro terra e continuino a valorizzarla e a trarre il giusto sostentamento della loro vita e di quella dei figli dei loro figli.
Sono sicuro che atti come questo, che possono apparire a qualcuno anche insignificanti, costituiscono il rafforzamento di quello spirito necessario per sentirsi tutti uniti e riconoscenti agli uomini che più di altri si sono impegnati nel valorizzare il nostro territorio e le attività che vi si svolgono.
E poi… all’Aremogna.
Pista del Lupo, va bene. Ma perché raddoppiare con “Lupo bis”? Il nome di Calisto Del Castello non suggerisce qualcosa di simile alla proposta avanzata per la Direttissima di Montepratello?
 

  
 
Dott. Roberto Ciampaglia
Sindaco del Comune di
67036 Rivisondoli (Aq)
 
Sig. Mauro Del Castello
Parco Maiello
67037 Roccaraso (Aq)
 
Al Sig. Armando Cipriani
Presidente Comitato Organizzatore
Campionati Mondiali juniores sci Alpino
Via Roma, 21
67037 Roccaraso (AQ)
  
       Carissimi Roberto, Mauro e Armando,
 
consentitemi di avanzare questa proposta, che scrivo sulla scia delle ricerche che ho compiuto e pubblicato sulla storia dello sci dei nostri Altopiani.
       Ci sono alcune volte della vita in cui ognuno di noi può essere straordinario e per esserlo bisogna fare una cosa straordinaria. Ma una cosa straordinaria per essere tale deve avere il supporto del cuore.
Roberto e Mauro, quale sindaco di Rivisondoli e direttore di una delle più prestigiose società di impianti di risalita italiane, potete e oso aggiungere, dovete fare una cosa straordinaria. C’è un nome sulla vostra strada, c’è un nome che ha segnato la vita sciistica di Rivisondoli e Montepratello, è Leo Gasperl: lo sci, l’eleganza e il colore sulla neve.
       Se la storia dello sci roccolano è segnata da due solchi sulla neve lunghi 100’anni, la storia di Montepratello è segnata da una infinità di solchi pennellati dalla eleganza e dai colori di Leo, dalla Rossa all’Azzurra, dalla Esse alla Super Esse. Ma è la Direttissima la pista che lo impersona: lui uomo del chilometro, lanciato a 136,600 km/h sulle nevi di St. Moritz nel 1931. Sì la Direttissima, la pista delle prove veloci della prossima Coppa Europa e dei Campionati Mondiali juniores di sci Alpino del 2012. Chissà quante volte quella pista l’avrà visto scendere con la sue eleganti, veloci e colorate curve.
       “Il Leo”, come lo chiamavano tutti, era nato a Mitterndorf, in Austria, il 24 maggio 1912. I primi sci se li era fabbricati da solo. Esordì prestissimo nell'arena bianca, imponendosi come uno dei precursori delle virate a sci paralleli, che da lui sarebbero state dette "curve Gasperl". Era venuto in Italia per allenare la squadra di sci in vista delle Olimpiadi del 1935. Abitò a Cervinia dal 1937 e proprio nella stazione valdostana sarebbe stata stipulata la più temeraria delle scommesse fra Gasperl e Zeno Colò. Sotto il Piccolo Cervino venne individuato un ripidissimo scivolo ghiacciato lungo il quale i due atleti si lanciarono nel 1947 per migliorare il record di Gasperl. Vinse Colò a 159,242 km/h, ma il vecchio Leo fu sconfitto per soli tre centesimi di secondo. Gasperl è rimasto nel ricordo di molti frequentatori di Cervinia. La sua figura di maestro di sci di Gianni Agnelli, di Gina Lollobrigida di Renato Rascel, dell'Aga Khan di Mike Bongiorno e di tanti altri, è inseparabile dall'Italia del dopoguerra che stava scoprendo lo sci come sport di massa. Leo Gasperl, uno dei pionieri più popolari dello sci alpino italiano, fu direttore di Montepratello per tanti anni e morì all'età di 85 anni nella sua casa di Rivisondoli.
       Nella presentazione del mio libro del centenario dello sci roccolano Rolly Marchi, mirabile giornalista e scrittore di cento e cento nevi e rocce, lo ricorda quando venne a trovarlo sulle nostre montagne: gli occhi di Leo brillarono nel rivedere il suo caro amico Rolly, felice di poterlo accompagnare lungo le piste di Montepratello. Poi Rolly continua, con la speranza di poter essere qui per i Mondiali juniores di sci Alpino e consentitemi di riportare integralmente ciò che ha scritto; io ogni volta che rileggo le sue parole mi commuovo, sì mi tocca il cuore e credo che anche il vostro cuore si aprirà per aiutarvi a fare una cosa straordinaria:
“Non so se il Padre Eterno sarà generoso con me, donandomi il piacere di esserci per arricchire le mie ultime esperienze bianche. Se così non fosse… se la mia linea d’ombra fosse già stata da me superata, propongo forse immodestamente, ma col cuore, di dedicarmi una delle gare e a portare le coppe ci penseranno i miei figli Paolo e Jacopo e a consegnarle ai migliori il mio nipotino Brando. E un’altra gara, per affinità la discesa, perché il grande Leo stabilì il primato mondiale di velocità sul KL nel 1931, potrebbe portare il suo nome, gesto di straordinaria emozione, anche pensando che la sua dinastia, oggi estinta, è romanticamente riunita nel cimitero di Cervinia a Valtournanche: lui, spirato in quell’Abruzzo, Roby unico figlio, travolto da una valanga americana e la moglie Luciana che ci ha lasciati novantaquattrenne. Sarebbe da dedicargli un minuto di silenzio, meritato, che farebbe vibrare i cuori di tutti i presenti.”
       Vedete, è sempre il cuore a farla da padrone nelle cose che lasciano il segno e allora io vi invito ad andare oltre, ad adoperarvi affinchè non solo una coppa dovrà portare in mezzo ai partecipanti al Mondiale il prestigioso nome di Leo Gasperl, ma proprio la pista delle discipline veloci.
       Fate che la Direttissima del Montepratello da questa importante manifestazioni assuma il nuovo nome di pista “Leo Gasperl”. Sono certo che il nobile gesto sarà apprezzato da tutti, nessuno escluso; così facendo Rivisondoli e Montepratello suggelleranno l’affettuoso legame con uno dei più grandi sciatori di tutti i tempi.
       Ecco, vi dico bravi in anticipo, perché sono certo che il cuore vi spingerà a compiere una cosa straordinaria.
       Armando, adoperati affinchè il mio amico Rolly Marchi, alla veneranda età di 91 anni, sia nostro ospite in quei giorni per scoprire una piccola lapide al termine della pista di Montepratello. Solo allora potremo dire di aver aggiunto alla competizione mondiale un significato ricco anche di valori umani. Sono questi i valori che restano nella mente della gente e vengono così tramandati alle future generazioni per insegnare loro l’importanza di guardare indietro per andare sempre più avanti nel migliore dei modi.
 
       Vi allego un CD contenente un filmato sulla vita di Leo Gasperl, che termina con i suoi trascorsi sulle nostre nevi. Me lo ha regalato un signore romano appassionato di montagna, che ha casa a Rivisondoli e che a sua volta lo ha ricevuto in dono a Cervinia dalla persona che lo ha prodotto.
 Ugo Del Castello
 
Roccaraso, 21 febbraio 2011

Montepratello. La pista che corre nel "cucchiaio", a fianco alla telecabina è la Direttissima, teatro delle discipline veloci già da questa settimana con una discesa libera e un superG di Coppa Europa 2011. Diventerà la pista Leo Gasperl?