La carica dei 101
 
Squilla la suoneria del mio cellulare e leggo – 335631...Stefano Buccafusca – apro la comunicazione e ascolto: “Ciao Ugo e auguri, oggi è il 1° di aprile, il tuo onomastico”. Lo ringrazio e come ogni volta che parlo con Stefano, in una maniera o nell’altra, il discorso scivola su Roccaraso: come vanno le cose, quali sono i programmi futuri, cosa sto nuovamente inventando, e così via dicendo. Ma poi Stefano, inevitabilmente, ogni volta ci mette del suo: lo sci club 0,40, i programmi agonistici e per finire: “Ma l’anno prossimo mi darete ancora la sala su al Comune per le premiazioni del mio trofeo?” Ma certamente!
Il trofeo "Buccafusca". Emilio il suo papà, uno dei pionieri napoletani dello ski roccolano, medico ortopedico, sciatore, scalatore, artista della penna e dei pennelli. E sì, perché il trofeo è uno di quelli che ogni anno caratterizza la nostra “Stagione della neve” non solo per il suo aspetto agonistico, ma anche per lo spirito che Stefano gli ha voluto conferire, in linea con il suo modo di vedere lo sport e lo sci in particolare, e nel condurre l'insegnamento dell’attività sciistica dello sci club 0,40. La premiazione non è solo un’apoteosi di trionfi, di coppe levate al cielo dai topolini, baby sprint, cuccioli, ragazzi, allievi, aspiranti, giovani, fino ad arrivare ai master, maschili e femminili, naturalmente, qualcosa come circa trecento atleti o forse più. Tanti premiati, ma anche molti delusi per il risultato negativo, segnato sportivamente solo da un bastoncino sbattuto sulla neve. Quello è anche il momento in cui, davanti alle immagini innevate e colorate dai pali dello slalom, dai mille e mille colori delle tute da sci, delle giacche a vento e da commenti cronografici o di stile e tecnica nella sciata o di sano e simpatico sfottò con un forte accento napoletano, si mettono tutti in fila seduti nei 300 posti della sala consiliare a ricordare le schermaglie bianche dell’anno precedente, a gioire nuovamente per il risultato quasi dimenticato, i vincitori, e buttando definitivamente la delusione passata, gli altri.
Bene, per Stefano, come per me, parlare di Roccaraso, della sua “Stagione della neve” significa ogni volta immaginare qualcosa di nuovo, qualcosa che possa proiettare la nostra attività nel futuro, senza dimenticare la memoria, la memoria dello “ski” su queste montagne, cioè il dovere assunto davanti alla storia, alla nostra storia di uomini, di partecipare ogni cosa ai ragazzi, agli sciatori in erba, ai ragazzi e ai giovani, ma anche a tutti coloro che amano queste montagne e questi immensi altopiani, il candore delle loro nevi, il verde intenso offerto fuori stagione da una natura rigogliosa.
E allora ecco che Stefano lancia una nuova idea, esprime velatamente un desiderio, sa che io quando vengo sollecitato in questa maniera parto come uno dei suoi atleti al cancelletto dello slalom e mi tuffo entusiasta come un topolino sul percorso di gara, spesso obbligato dai pali dello slalom, della ricerca della memoria, della ricerca di una soluzione che possa condurmi al traguardo vincitore. Ma questa volta è uno slalom parallelo e io e Stefano stiamo a fianco, uno all’altro per arrivare fino in fondo, per arrivare a febbraio 2011, la sera precedente il giorno del trofeo, alla stazione con una vaporiera carica di atleti skiatori, quella mitica dello “0,40”, quella che negli anni venti e trenta dello scorso secolo partiva, appunto, a quell’ora da Napoli per arrivare a Roccaraso alle 8 del mattino carica di quei pionieri, che si sarebbero arrampicati con gli ski fin su alla Selletta, all’Aremogna e verso fine stagione, col tempo clemente, i più intrepidi e con qualche giorno in più a disposizione, fino a compiere la salita a Monte Greco o la traversata fino a Scanno.
Stefano, gli dico: “L’anno prossimo saranno 101 anni di sci e allora quella vaporiera dovrà essere carica di ben 101 skiatori. La carica dei 101!!!” Stefano sorride. E, pur non avendo un videofonino, vedo i suoi occhi brillare. Mi risponde: “Ma come fare? Solo tu puoi inventarti qualche cosa, perché avere una vaporiera è impresa ardua”.
La mia mente è già al cancelletto di partenza, anzi è già partita.
Gli rispondo: “So già cosa fare. Parlerò con il Sindaco e gli proporrò la tua idea. I Mondiali juniores di Sci Alpino stanno per arrivare e chissà se quella vaporiera potrà portarceli insieme ai tuoi “101” un po’ in anticipo, l’anno prima, per essere lanciati definitivamente al 2012, qui, a Roccaraso, prima di andare a prendere in consegna il vessillo multicolore a Crans Montana agli inizi di marzo del 2011?”
Forse... tra i possibili sponsor ci sarà...
Ma questa è una sorpresa. Speriamo che arrivi lo sponsor "ormai non più affumicato" e se così sarà, con lui arriverà anche la sua mitica vaporiera, quella che vedete qui sotto, sbuffante e annunciante con lo stridulo fischio la "Carica dei 101" e a seguire l'arrivo dei giovani sciatori "mondiali".
Forza Stefano, dobbiamo crederci e soprattutto dobbiamo marcare stretto Armando Cipriani, Sindaco di Roccaraso. Se dovesse riuscirci lo promuoveremo capotreno e potrà finalmente cambiare uno dei suoi famosi "cappelli" con uno rosso fiammante e... a proposito, non dimentichiamo di procurargli un fischietto, gli servirà per guidare fin sotto il rinnovato Palabatuffolo quei "101" scalmanati.

 
 
 
La vaporiera, ferma alla stazione di Roccaraso, è in attesa di ripartire verso Napoli.