ROCCARASO, due solchi sulla neve lunghi cent’anni

 Se per un essere umano compiere cent’anni di vita è un traguardo quasi irraggiungibile, non lo è per una località sciistica.
Se lo “ski”, come si diceva alle sue origini, si diffuse in Italia agli inizi del secolo scorso a partire da Torino e poi gradualmente su tutto l’arco alpino facendo compiere i suoi cent’anni nel 2008 a Bardonecchia e a Selva di Val Gardena, non deve stupire che anche una località dell’Appennino possa aver raggiunto un traguardo così importante ed ambizioso e a Roccaraso avverrà nell’inverno 2010.
Alla fine del prossimo febbraio, infatti, saranno trascorsi esattamente cento anni da quando sul Piano delle 5 Miglia, in località Impiso di Roccaraso, si incominciò a diffondere la pratica di uno degli sport più belli, che con le sue diverse discipline consente di scivolare, con varie difficoltà, sulla neve dei piani e dei pendii e perfino di librarsi nell’aria per tornare velocemente sul candido manto accuratamente battuto.
 
La prima gara di fondo
 
Destò scalpore la notizia, pervenuta al sindaco del tranquillo paese abruzzese dal Touring Club Italiano, che comunicava per i giorni 26, 27 e 28 febbraio l’organizzazione del “Convegno invernale di ski”.
Cosa fossero gli “ski” e cosa fosse un “trampolino di salto”, fino a quando non lo rivelò un ufficiale degli Alpini, che giunse per farsi aiutare dagli uomini più forti a realizzarlo, furono gli argomenti di conversazione tra gli uomini ammantellati di nero per i primi rigori invernali e riuniti a crocchio in mezzo alla strada o davanti al fuoco dei camini o davanti a una caraffa di vino della cantina; perfino le donne azzardavano qualche fantasiosa ipotesi in attesa di riempire la conca alla fontana.
Solo la parola “gara” scritta sul programma e pronunciata dal sindaco riuscì a dipanare un po’ la matassa e si intese che, negli anni in cui gli sport incominciavano ad interessare in maniera sempre più consistente la vita delle persone, qualcosa del genere sarebbe accaduto anche qui. Ma cosa di preciso? L’arcano fu svelato quando dal treno scesero gli “skiatori” e tra i bagagli emersero degli strani assi cornuti attaccati in coppia con due bastoncini di avellano, appuntiti e muniti di un cerchio quasi in cima, avvitate sui due legni strane ganasce di ferro che qualcuno rivelò vi si infilavano gli scarponi. L’ufficiale incaricato scelse un pendio ai margini del Piano, costruì un balzo con tavole e neve e aggiunse che lì con quegli “strani” attrezzi, i fratelli norvegesi Smith e gli Alpini del Regio Esercito avrebbero saltato partendo da un punto più in alto per prendere lo slancio.
Per la gente locale, incredula, ma anche curiosamente interessata, pian piano in quei giorni si rivelò il Verbo, si sconvolse l’atavica vita pastorale che ben presto si trasformò in economia, quella turistica, sostenuta in maniera sempre più consistente dall’attività sciistica.
Trascorsero gli anni e arrivarono perfino i Savoia, Giovanna e Umberto, il quale frequentò assiduamente Roccaraso per coltivare la sua passione sportiva, amò queste montagne e la sua gente al punto tale che in esilio a Cascais confidò a qualche pioniere napoletano dello sci, che con lui qui aveva scivolato: “Roccaraso la porto nel cuore”. Gli sciatori che arrivarono dopo i primi e intraprendenti romani e napoletani, si moltiplicarono fino ad essere, una domenica invernale dei primi anni ’30, quindicimila, come racconta un filmato dell’Istituto Luce, arrivati con sedici treni speciali alla stazioncina di Roccaraso e dirottati i primi a parcheggiare nelle stazioni vicine per far posto pian piano a quelli che arrivavano in fila.
Nel 1922 fu fondato lo Sci Club Roccaraso e verso la metà degli anni ’20 fu costruito un trampolino di salto e poi uno più piccolo per far sì che i ragazzi del posto imparassero la spettacolare disciplina. Ma la svolta, che lanciò definitivamente Roccaraso nel novero delle località più attrezzate, ci fu quando nel dicembre del 1937 il Principe di Piemonte inaugurò la slittovia del Monte Zurrone, il primo impianto di risalita dell’Appennino. L’attività sciistica e agonistica si intrecciavano e le montagne e gli altopiani innevati divennero teatro di avvenimenti incredibili, ma veri e documentati: il primo slalom gigante, il primo palo snodato della storia dello sci, il primo aereo con gli sci, ebbero il battesimo su queste nevi. Perfino la prima scuola di sci riconosciuta dalla Federazione fu aperta in questa località.
Nei primi anni ’40 Roccaraso contava otto alberghi: il Savoia, il Reale, il Principe, il Roma, il Monte Maiella, il Milano, il Palace e il Rifugio Principessa Giovanna; sei pensioni, oltre a ottantacinque fittacamere tra ville e case private; il teatro costruito nel 1698, il Circolo dei forestieri e un servizio di slitte, guide e portabagagli completavano l’attività di ospitalità.
Nel novembre del 1943 fu la mano crudele dei Paracadutisti della Wehrmacht a minare il paese dalle fondamenta e con esso per qualche anno scomparve anche lo sci. Ma la ripresa divenne più repentina di quanto si possa immaginare con i primi alberghi ricostruiti già alla fine degli anni ’40 insieme alla seggiovia del Colle Belisario, seguita nel 1953 da quella di Roccalta. Ogni anno gare di sci di discesa, di fondo e di salto arricchivano l’attività sciistica e davano lustro a quella turistica.
Poi lo sci, per evitare gli inverni poveri di neve a bassa quota, si innalzò con nuovi e moderni impianti su all’Aremogna, fino a quota 2140 delle Toppe del Tesoro e del Monte Pratello.
Oggi il Comprensorio degli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, che comprende anche Pizzalto e Pescocostanzo, conta centodieci chilometri di piste, quasi tutte innevate artificialmente, e con i suoi quasi trenta impianti di risalita è uno dei più importanti ed attrezzati d’Italia.
Nel 2005 si sono svolte le Finali di Coppa Europa di sci alpino e proprio nei giorni del centenario torneranno i Campionati Italiani assoluti di sci alpino, dopo quelli con Tomba e la Compagnoni del 1994. Ma l’apice dell’attività agonistica sarà toccato nel 2012, quando queste montagne saranno teatro dei Mondiali Juniores di sci alpino.
Complimenti e auguri! Roccaraso.
E... venite a sciare tra di noi, qui la tradizione è “centenaria”.
 

Ugo Del Castello